Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

venerdì 1 marzo 2013

Ralph Spaccatutto

Ralph Spaccatutto, USA, 2012 - Regia di Rich Moore


Recensione di Alberto Bordin



Un cartone animato o dice tutto o non dice niente: è davvero impressionante. Non ci sono le mezze misure, le mezze verità, gli intellettualismi o le supposizioni ideologiche: il piccolo pubblico esige una chiarezza pari a quella di un cristallo. 

È questa la prima sorpresa che ci offre Ralph Spaccatutto: è chiarissimo. La trama è complessa, l'intreccio è articolato, ambientato in un mondo fantastico, quello dei videogame,con tutte le sue regole che andranno introdotte e illustrate, e poi la morale della favola non viene mai pronunciata in maniera esplicita, lasciando che i fatti parlino per sé e limitandosi al puro simbolismo; eppure non si perde il filo per un solo istante. Una tale chiarezza e pulizia del pensiero e della storia,non solo è prova di un grande estro, ma anche di un profondo amore al bimbo di fronte allo schermo. Dentro Ralph Spaccatutto, Il bambino inesperto, è accompagnato con grazia e senza pedanteria a notare gli indizi seminati durante la storia, sollecitandolo in maniera molto discreta e opportuna a memorizzare luoghi, regole, situazioni ed eventi sparsi lungo il percorso, e attendere così che venga il tempo propizio per la maturazione,e se ne assaggi il frutto in una potente catarsi. Una vera prelibatezza. 

Ma tale limpidezza, non è solo chiarezza narrativa ma anche onestà concettuale. La ribellione di Ralph,che vuole essere qualcosa di più di ciò che è costretto ad essere – un cattivo dei videogiochi –, è originariamente giusta, perché nessun discorso fattogli dai suoi compagni di gioco può sedare il suo desiderio di un di più per la propria vita. Ma sarà l'esperienza invece a porgli di fronte l'evidenza dei fatti: Ralph è uno spaccatutto, e sempre lo sarà. Ogni sua azione, ogni suo gesto, non possono venir meno a ciò che lui è, al modo in cui è fatto, alla sua stazza o alla sua forza. E così pure i gesti di affetto e di bene saranno sempre il prodotto di questa sua peculiare natura. Il "talento" di Ralph è infine l’indizio sintomatico che ogni cosa è opera di quella meravigliosa forza che si chiama provvidenza. 

Solo altri due cartoni avevano saputo essere tanto onesti: Nightmare before Chirstmas e Lilo & Stitch; ma mentre il primo si ferma all'affermazione dell’identità di sé, per cui Jack Skeleton riscopre l'orgoglio di essere il re delle zucche, solo Stitch, come Ralph, esige che questa rivelazione passi attraverso un rapporto. È infatti la stima di una bambina che risveglierà in Ralph il desiderio di qualcos'altro, qualcosa di più della mera affermazione di sé, e cioè l'affermazione di lei, di ciò che è meglio per lei; sarà un percorso di confessione, un fiorire all'onestà verso sé. E le parole che gli amici gli avevano pronunciato un giorno prima, allora così vuote, ora usciranno dalle sue labbra traboccanti di commozione e di senso, perché Ralph ne ha potuto finalmente constatare la verità. 

E tutto è detto nella battuta finale. Tanto dolce e commovente e rivelatrice,posta in chiusura perché la possiate cogliere solo là dove è seminata,per raccoglierla quando il tempo sarà più maturo e permettervi una vera emozione catartica:è l’amore per quel pubblico che siete voi.

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