Ci sono persone così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi.

Santa Madre Teresa di Calcutta

giovedì 26 dicembre 2019

Ogni giorno è Natale

Paesaggio con covoni di grano V.G.



Ognuno di noi
in quest'ultimo mese ha letto o scritto sui social messaggi natalizi di auguri e di buone intenzioni per un mondo migliore e poi, come sempre accade, è venuto il 25 dicembre e Gesù è nato in mezzo agli uomini.


E dopo? Il 26, il 27, il 28 dicembre ci ricordiamo quello che abbiamo scritto? Quello che abbiamo letto? Riusciamo a mantenere vivi e, ancor di più, provare a mettere in atto i buoni propositi che avevamo fatto i giorni prima di Natale?

Ogni giorno il Natale si ripresenta mostrandoci l’unica strada che può condurre l’uomo ad affrontare la quotidianità del vivere senza esserne sopraffatto, ma questa caratteristica del Natale la dimentichiamo la sera del 25 dicembre quando, stanchi per l’impegnativa giornata, andiamo a riposare.

Il problema vero della vita è il peccato originale, cioè questa dimenticanza dell’importanza del Natale ogni giorno della nostra vita, non solo il 25 dicembre.   


Il 6 dicembre l’ultimo rapporto del Censis ha disegnato la società italiana con colori grigio scuri. Gli italiani, secondo lo studio sono vittime di disillusione, stress esistenziale e ansia che originano un virus che si annida nelle pieghe della società: la sfiducia. Siamo diventati un popolo che ha perso la fiducia in un futuro migliore.

Ma siamo anche le medesime persone che scrivono sui social messaggi di auguri e di speranza che quel Bambino che nasce il 25 dicembre possa in qualche modo aiutarci a cambiare le cose.

Allora quello che dobbiamo fare prima che arrivi il prossimo 25 dicembre è di fare memoria ogni giorno del Natale appena trascorso. Trovare il modo, ognuno si conosce meglio di chiunque altro, nel corso della propria giornata, di dedicare almeno 5 minuti alla realizzazione di quel buon proposito scritto o pensato nel mese di dicembre.

E dopo 365 giorni, guardandoci indietro, forse ci accorgeremmo di essere cambiati e forse il prossimo rapporto Censis, nel 2020, ci troverà un po’ meno stressati e un po’ più fiduciosi in un futuro migliore.

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile (pensiero attribuito a San Francesco d’Assisi).

Quale migliore preparazione per accogliere il prossimo 25 dicembre il Bambino che nascerà di nuovo?