Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

martedì 30 ottobre 2012

Il rischio educativo


Dalle colonne di libri presenti in camera da letto, appoggiati per terra, su su fino al comodino, ha fatto capolino qualche giorno fa il libro di “appunti” di Don Giussani, Il rischio educativo. E’ la riedizione del 2005 dell’opera pubblicata per la prima volta nel maggio 1977.  L’ho riletto. E’ un libro di un centinaio di pagine, si legge in un paio di ore.  Sembra scritto oggi, per i giovani di oggi, per il nostro tempo.

Dall’introduzione: “L’idea fondamentale di una educazione rivolta ai giovani è il fatto che attraverso di essi si ricostruisce una società; perciò il grande problema della società è innanzitutto educare i giovani (il contrario di quel che avviene adesso).”  

Ma che cosa intendiamo con il termine educazione?  Io credo che l’educazione consista nel fornire un criterio di giudizio adeguato per comprendere la realtà, a partire da quel preciso metro quadro di terra dove il buon Dio ci ha fatto nascere. Da questo punto di vista la cultura del paese di origine è fondamentale per incominciare il cammino. E’ con essa che il giovane deve rapportarsi e per così dire fare i conti con la realtà che lo circonda e lo interroga.  Cultura infatti è concepire le cose , la realtà secondo un ideale. Don Giussani parte dall’esperienza cristiana per proporre un modello di vita, un ideale che risponda alle domande di verità, di bellezza, di felicità presenti nel cuore di ogni giovane.

Per quale fine siamo su questa terra?

A questa domanda Don Giussani nel libro risponde proponendo  l’incontro con l’altro come origine per poter sperimentare e vivere l’incontro con Cristo. Da questo punto di vista l’educatore ha un compito fondamentale nel presentare al giovane questa possibilità.  Scrive Don Giussani: “occorre suscitare nell’adolescente personale impegno con la propria origine; occorre che l’offerta tradizionale sia verificata; e ciò può essere fatto solo dall’iniziativa del ragazzo e da nessun altro per lui”.
In questi tempi, dove la parola crisi abbonda sulla bocca dei più e dove essere giovani è forse ancora più difficile che in passato, rileggere quest’opera di un grande educatore di giovani  aiuta noi adulti a rimetterci sul giusto binario.  Penso soprattutto agli educatori, agli insegnanti, ma anche a noi genitori.  Quotidianamente ci troviamo davanti i volti dei nostri ragazzi che ci chiedono un aiuto per comprendere da dove iniziare il loro personale viaggio su questa terra. Rileggere Il rischio educativo, o leggerlo per la prima volta, può aiutarci nel nostro lavoro di insegnanti, nella nostra vocazione di genitori.

Non è mai troppo tardi per iniziare il cammino, certo rischioso , di educare un giovane ad amare il prossimo suo, come se stesso.   


Luigi Giussani, Il rischio educativo, Rizzoli - Milano 




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