Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

martedì 15 maggio 2012

Narrare: percorso di umanizzazione

Ho appena terminato di leggere l’interessante saggio di Massimo Diana dal titolo: “ Narrare: perché e come raccontare le storie ai bambini” .
Il libro raccoglie gli articoli apparsi negli ultimi tre anni scolastici 2008 / 2009 /2010 e 2011 sulla rivista L’Ora di religione.
Ne è uscita un’opera davvero interessante per noi genitori, per gli insegnanti, ma anche per tutti coloro che vogliono approfondire i legami e le connessioni esistenti tra il raccontare una storia, una favola e l’essere umano, adulto o bambino che sia.   
Scrive l’autore all’inizio del libro: “Possiamo, in generale, comprendere tutte le storie e le narrazioni dell’umanità come, contemporaneamente, una via a Dio, al mondo ultraterreno, al  mondo del senso e del significato, all’Assoluto, ma anche una via alla propria umanità: le narrazioni sono percorsi di umanizzazione. Esse insegnano che cambiare è possibile, che diventare uomini o donne migliori è possibile ed è alla portata di tutti e di ciascuno.”
Ma di cosa parlano le narrazioni? Quali sono gli eterni e universali problemi che tutti noi, uomini o donne, prima o poi incontriamo nel corso della nostra vita?  Due sono, per l’autore, in ultima analisi i temi trattati  nelle narrazioni:  imparare ad amare e prepararsi a morire. Dall’introduzione di questo argomento centrale  il volume si addentra nei risvolti culturali, psicologici e storici fornendo acute riflessioni e diversi punti di vista che ci educano ad aprire lo sguardo verso nuovi pensieri. Non mancano esempi presi dalla Bibbia, dalla letteratura, dal cinema e dai miti arcaici per meglio descrivere i concetti esposti.
Oltre il titolo, il volume si rivolge agli educatori tutti, professionisti e per vocazione.  Cosa vuol dire educare allora, si chiede alla fine dell'opera l’autore?  Ecco la risposta di Diana:  “vuol dire aiutare a immaginare altrimenti. Questa è la grande nobiltà e dignità umana: che è sempre possibile in qualunque situazione, immaginare altrimenti, cioè vedere le cose da un’altra prospettiva e acquisire un nuovo sguardo sulla realtà”.
Non è certamente, a mio modo di vedere le cose, una definizione esaustiva del termine educazione, ma è comunque un buon punto di partenza, per tutti.

Per chi volesse leggere l’opera (lettura che consiglio) :

Massimo Diana, “Narrare – perché e come raccontare le storie ai bambini” Editrice Elledici, Torino 2011


   

Nessun commento:

Posta un commento