Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

mercoledì 24 settembre 2014

L'uomo del nostro secolo saprà trovare la felicità?

"Senza titolo" di Edward Hopper, 1942 - 43 


Qual è il filo rosso che collega l’introduzione nel “mondo” cristiano di istituzioni come il divorzio e l’aborto? Che cosa unisce le attuali tendenze che danno voce a richieste quali la dolce morte, per anziani malati, ma anche ormai per bambini piccolissimi, alla campagna a favore della possibilità di scegliersi e produrre il proprio figlio in provetta, anche da parte di coppie omosessuali?

La parola che prova a spiegare tutto ciò è la parola secolarizzazione. 

Essa è insita nel concetto di mondo cristiano appena citato, in quanto derivata della parola secolo, cioè lungo spazio di tempo e per estensione, Mondo, cosa mondana. La secolarizzazione è quindi un fenomeno collegabile al concetto stesso di cristianesimo, di religione cristiana. 

Geograficamente, il primo “mondo” cristiano in cui il processo ha avuto origine è stato l’Europa. Quello che ha contraddistinto il continente europeo non sono stati però confini geografici o politici, bensì le idee, cioè una certa concezione dell’uomo, della vita, del lavoro, della felicità che si sono sviluppate storicamente in quella parte di mondo. Pensiamo alla filosofia greca, al diritto romano e allo sviluppo che hanno avuto in Europa le due grandi religioni nate in Asia, l’ebraismo e il cristianesimo. 

Ciò che ha differenziato l’uomo europeo non è stato l’appartenenza ad una tribù, ad un gruppo etnico, ma l’uso che ha fatto delle idee, della ragione. E dall'incontro tra cristianesimo e ragione è nata quella miscela esplosiva che per secoli ha caratterizzato positivamente la vita dei popoli europei. Da quest’incontro nasceranno la cultura, l’arte, il diritto e l’economia europea. Tutto questo per più di mille anni. 

Storicamente, possiamo datare l’inizio del processo di secolarizzazione della società europea con la Riforma di Lutero. L’Europa, che ha assistito al matrimonio tra Fede e Ragione, ne è anche stata l’artefice del suo divorzio. Illuminismo e Positivismo porteranno avanti convinti la separazione sempre più marcata tra il destino dell’uomo e quello di Dio, all’inizio senza negarne l’esistenza. “Dio non c’entra con la vita dell’uomo” descrive bene la situazione il teologo Cornelio Fabro. 

E arriviamo ai nostri anni. Per quanto ci consta, la secolarizzazione è un fenomeno umano che ha avuto delle cause fondanti e sta avendo il suo sviluppo nella contemporaneità, proprio in questo nostro tempo.

Molti vedono nella secolarizzazione, e non a torto, un processo in cui l’uomo si auto fonda, non riconoscendo più il proprio legame con Dio, il bisogno del rapporto con la trascendenza. Un uomo che cerca di governare da solo il proprio destino. Tutti gli esempi posti all’inizio dell’articolo vanno in questa direzione. La tecnica raggiunta dagli scienziati sembra sostenere questo desiderio dell’uomo di non aver più bisogno di Dio per gestire la propria vita. Da questo punto di vista, proprio in questi anni stiamo assistendo all’apoteosi della secolarizzazione. L’uomo secolarizzato ha abbandonato il suo Unico riferimento per ritrovarsi a fare i conti con i suoi mille desideri e si è perso nella “selva oscura” della sua ragione. 

Ma forse c’è un altro punto di vista da cui guardare la parola secolarizzazione. Occorre partire dal rapporto che Dio Padre ha verso gli uomini. In quanto Padre, Dio non può che desiderare la pienezza di vita e di libertà dell’uomo, come ogni padre umano desidera ciò per il proprio figlio. La storia dell’umanità, della secolarizzazione può allora essere vista come la crescita dell’umano, della sua consapevolezza, della sua libertà di scelta di stare o non stare in rapporto con Dio Padre. 

Ecco che allora, da questo punto di vista, la parola secolarizzazione diventa il tentativo dell’uomo “adolescente” di staccarsi da Dio Padre per vedere se le sue forze sono sufficienti per camminare e governare da solo il Mondo. Ma ce la farà quest’uomo, in balia della sua ragione, a giungere alla meta tanto desiderata, la felicità?

Da come l’Europa, il “mondo” ormai non più cristiano sembrano essersi organizzati negli ultimi decenni, sorgono molti dubbi…

 

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