Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

mercoledì 10 luglio 2013

La scelta universitaria

Ancora pochi giorni, cari maturandi, e sarete passati al nuovo status di maturi.

Ve lo annuncio subito, se ancora la vostra giovane età non vi ha permesso di comprenderlo, che il nuovo status non porta di per sé la panacea e la soluzione di tutti i problemi che l'adolescenza, per voi ormai alle spalle, aveva prepotentemente posto di fronte alle vostre giovani vite.
Anzi, se mai, da maturi le decisioni che dovrete prendere d'ora innanzi, saranno più importanti, più radicali e dovranno essere assolutamente vostre, senza più l'alibi di genitori che vi costringono a compiere scelte non condivise.

E una delle prime scelte che vi aspetta al varco, in questa estate 2013, è la scelta della facoltà universitaria.

Premessa: il consiglio che vi può dare un genitore di quasi mezzo secolo di vita è di continuare la vostra formazione scolastica iscrivendovi ad una facoltà universitaria. Nel momento storico che stiamo vivendo la formazione scolastica per un giovane cittadino del pianeta è assolutamente importante e fondamentale per affrontare un mondo del lavoro sempre più difficile, complesso e competitivo.

Con questo non voglio dire che la formazione universitaria debba per forza essere di carattere tecnico o scientifico. A mio modo di vedere, nel mondo del lavoro di domani, che poi è il nostro mondo di oggi più un giorno, serviranno sempre, oltre a bravi e preparati medici e ingegneri, anche bravi e preparati insegnanti, scrittori, pittori e poeti. Quello che conta è la passione con cui si sceglie una facoltà universitaria, con uno sguardo all'occupazione / professione che si vorrebbe intraprendere un domani.

Non dovete, ragazzi, farvi influenzare in questa decisione, che poi inevitabilmente condizionerà la vostra vita, da pressioni più o meno velate di genitori, parenti o amici. Decidete con il cuore e con la mente, ma che siano entrambi i vostri! Molto meglio un insegnante soddisfatto che un medico indeciso, molto meglio un ricercatore curioso in università che un avvocato triste in Tribunale. La scelta universitaria è scelta vocazionale, scelta di vita. Il lavoro che ognuno di voi sceglierà di fare condizionerà la vostra vita per sempre.

Massimo Diana sostiene, a ragione, che ogni uomo  che è al mondo deve, prima o poi, fare i conti con due questioni fondamentali: imparare ad amare e prepararsi a morire. Tralasciando il secondo aspetto, che per voi ragazzi di 18 / 19 anni è forse ancora troppo lontano dalla vostra vita, il primo invece è decisivo proprio in una questione come questa. Imparare ad amare significa prendere sul serio il proprio destino, il cammino che sino a questo momento si è compiuto e metterlo al servizio di se stessi.

Questo è l'unico modo che conosco per affrontare con serenità la scelta universitaria, liberi da un esito che in questo momento non vi appartiene, ma che è già positivamente presente in una scelta effettuata utilizzando questa evidenza della ragione.


Auguro ad ognuno di voi tanto coraggio per intraprendere la scelta giusta. Sembra retorica, badate che non lo è, ma il futuro della nostra Nazione, l'uscita dal tunnel di questa crisi esistenziale in cui tutti noi ci troviamo, dipenderà anche dagli uomini e dalle donne che domani, con il proprio lavoro felicemente svolto, permetteranno al nostro Paese di fare quattro passi in avanti...E quegli uomini e quelle donne siete anche voi, maturi del 2013.




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