Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

martedì 12 maggio 2015

Se Dio vuole

Se Dio vuole, Italia, 2015, Regia di Edoardo Falcone



Recensione di Alberto Bordin


Tommaso è un cardiochirurgo, preciso, severo, competente; ateo. “I miracoli non esistono: sono solo stato bravo”. Una moglie depressa, una figlia scema; la sua gioia è il figlio Andrea, pronto a seguire le sue orme nell’esercizio della professione medica. Ma Andrea negli ultimi tempi è strano: non consegue più gli esami, è tormentato da un qualche segreto e ultimamente passa le proprie serate sempre in compagnia, ma non del gentil sesso. Tommaso è anche un uomo tollerante, un uomo di mondo, razionalista, ed è pronto alla confessione del figlio: è evidentemente gay. Andrea riunisce tutta la famiglia, sul divano sono in attesa della rivelazione: “papà, voglio farmi prete!”.

Negli ultimi anni la mancanza di budget e la poca lungimiranza produttiva hanno incastrato il cinema italiano nel “non” genere della commedia. A rincarare la dose, in un prodotto che già si distingue per poca varietà tematica e uno spettro emotivo ristretto, oggi la commedia italiana risente anche di qualità. Il cinema è saturo e non c’è prodotto che spicchi oltre i titoli dell’accoppiata Zalone–Nunziante. “Se Dio Vuole” finalmente risolleva il tiro con una fresca ventata d’ilarità e una scrittura piacevole ed efficace.

Il film fa ridere, e non è poco. In una scuola che si consuma nell’arte della gag, ci troviamo davanti a un prodotto che gioca la sua comicità nella situazione: non è un racconto pieno di battute, sono gli stessi eventi a essere esilaranti. E ciò ha luogo solo grazie a una storia solida nella propria struttura, misurata nei suoi tempi, ponderata nell’economia del dramma e della battuta, quindi efficace nel riso.

“Se Dio Vuole” è un film dalla sceneggiatura forte; ma anche ben diretto. Il budget è evidentemente esiguo, eppure ciò non toglie arte al regista per condurre efficacemente la scena; la ripresa e il montaggio sono tanto ironici quanto – se non più de – i dialoghi. L’occhio dello spettatore è divertito quanto l’orecchio, merito anche dell’ottima accoppiata Giallini–Gassman, che gestiscono e reggono con credibilità – ma senza invadenza – l’intero film.

Ma il riso non funziona mai se è stupido, o peggio, istupidito da una retorica arida che contamina tanto cinema nostrano. Con semplicità e tenerezza, il film di Falcone è genuino e arguto su una domanda semplice: esiste Dio? e qual è il Suo ruolo nel muoversi di questo mondo? È un percorso di fede autentico che si agita proprio in Tommaso, una domanda a cui in maniera altrettanto autentica – e meraviglia: senza retorica – il feroce chirurgo dovrà rispondere.

Tutto ciò avviene così silenziosamente che è quasi non visto, e ti coglie di sorpresa nella piccola epifania del finale, dove ogni pera matura, e ogni evento accade – quale che sia il nostro destino – solamente “Se Dio Vuole”.

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