Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

venerdì 14 aprile 2017

Un uomo di nome Gesù

Beato Angelico - Noli me tangere - Firenze (1438 - 1440)

Anche quest'anno siamo arrivati all'inizio del triduo pasquale: i tre giorni più importanti dell'anno liturgico, per un cristiano. Perché c'è solo un fatto più straordinario dell'incarnazione del Figlio di Dio fattosi uomo grazie al Sì di una donna; ed è la Sua morte in croce e la Sua resurrezione dal mondo delle tenebre.

Nessuno infatti, a memoria d'uomo, è mai morto e risorto dopo tre giorni: solo un uomo nella storia del mondo è tornato in vita dal regno dei morti e quell'uomo di nome si chiamava Gesù.  

Stiamo parlando di un fatto storico, realmente accaduto e documentato da fonti diverse: poi spetta alla libertà del cuore dell'uomo se attribuire a questo fatto un valore religioso o annoverarlo tra i misteri irrisolti dell'umanità, un cold case come la scomparsa dei dinosauri: perché scomparvero?

Gesù, chi era costui?

Certo il mondo del 2017 non è più il mondo dei tempi in cui visse Gesù. Tuttavia, nella sostanza, il cuore dell’uomo è rimasto il medesimo: esso cerca, anela, desidera raggiungere la felicità, ma oggi come allora, da solo non vi riesce. Questa esperienza l’hanno provata da subito anche i Suoi discepoli, con Lui vicino. L’ha vissuta Pietro, la sera del tradimento prima del canto del gallo, come aveva previsto il Maestro. Senza avere come riferimento quell'uomo di nome Gesù, l'agire umano nei migliori dei casi rimane sterile, o addirittura provoca dolore e sofferenza.

Ne è testimonianza, in questi tempi di crisi, la realtà contemporanea, anche se la nostra memoria di esseri umani è per definizione limitata, e non credo che il XXI secolo appena iniziato sarà ricordato per essere stato molto diverso dai secoli che lo hanno preceduto. Forse, l'unica novità risiede nel fatto che oggi l'uomo ha in mano l'arma che può autodistruggerlo. Tutte le guerre si fanno in nome della felicità, del desiderio di costruire un Paradiso in terra; ma come diceva Claudel: “Quando l’uomo prova a immaginare il Paradiso in terra, il risultato è un molto rispettabile Inferno” come la storia del XX secolo ci ha insegnato.

Del resto la Terza Guerra mondiale, che viene combattuta oggi a pezzi, come ci ricorda Papa Francesco è davanti ai nostri occhi, ogni giorno. E allora come suonano vere più che mai le parole di questo Papa, successore del Figlio dell’Uomo di nome Gesù, che in più occasioni del suo pontificato ha tuonato contro coloro che operano nel traffico d’armi definendoli “maledetti”.

Forse allora, ciò che fa il Paradiso non è il cambiamento di un luogo, ma il cambiamento di un cuore. Dopo duemila anni pare proprio che il nostro cuore abbia ancora bisogno di essere cambiato da un uomo di nome Gesù.



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