Le più grandi sciagure dell’umanità sono state originate da chi ha voluto semplificare la vita pianificando il mondo.

Giovannino Guareschi

mercoledì 23 aprile 2014

Elezioni europee del 25 maggio (2 continua)

Il Parlamento europeo. 

Il prossimo 25 maggio i cittadini dei 28 Stati membri dell’Unione Europea eleggeranno i nuovi deputati del Parlamento, unica Istituzione europea eletta direttamente dai suoi cittadini. 

Vista l’importanza dell’Istituzione di cui stiamo per rinnovare i membri, cerchiamo di approfondire la sua conoscenza. E come da consuetudine, partiamo dalle origini. 

Quello che oggi viene nominato Parlamento europeo nasce il 18 aprile 1951 come Assemblea comune della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) con sede a Strasburgo. I deputati sono 78 in rappresentanza dei 6 Stati membri della CECA (tra i quali l’Italia). 

Il 19 marzo 1958, a seguito dei trattati firmati a Roma nel 1957, nasce l’Assemblea parlamentare europea, allargata a 142 deputati. 

Il 30 marzo 1962 l’Assemblea muta la denominazione in Parlamento europeo che dal 1° gennaio 1973 si compone di 198 membri a seguito dell’allargamento dell’Unione da 6 a 9 Stati membri. 

Il 20 settembre 1976 il Consiglio europeo decide di rendere il Parlamento eleggibile a suffragio universale diretto. Le prime elezioni del Parlamento europeo vengono celebrate nei nove Stati dell’Unione il 10 giugno 1979 (in Italia il 3 giugno si tengono anche le elezioni politiche nazionali anticipate). I deputati eletti la prima volta direttamente dai cittadini europei sono 410. 

Da quel lontano 10 giugno 1979 è stato un susseguirsi di richieste di entrare nell’Unione da parte delle Nazioni confinanti con il nucleo originario della Comunità. Con l’ingresso della Croazia il 1° luglio 2013, i Paesi membri sono 28 e i deputati che saranno eletti il 25 maggio saranno 766. 

La nazionalità dei deputati: 96 membri dalla Germania, 74 dalla Francia, 73 dall’Italia e dal Regno Unito, 54 dalla Spagna, 51 dalla Polonia, in diminuzione per arrivare ai 6 deputati ciascuno di Cipro, Estonia, Lussemburgo e Malta. 

All’interno del Parlamento, i deputati si riuniscono in gruppi transnazionali che rappresentano i diversi orientamenti politici. I principali gruppi presenti sono: 

· PPE (Partito popolare europeo) riunisce il liberalismo conservatore e i cristiani democratici 

· S&D (Partito socialista europeo) riunisce la socialdemocrazia, il socialismo democratico e il cristianesimo sociale 

· ALDE (Alleanza dei democratici e liberali e Partito democratico europeo) rappresenta il pensiero liberale 

·V-ALE (Partito Verde europeo e Alleanza Libera europea) rappresenta le istanze ambientali e il regionalismo 

· ECR (Alleanza dei conservatori e Riformisti europei e Movimento Politico cristiano d’Europa) rappresenta il conservatorismo liberale, il liberismo, l’Atlantismo 

·GUE-NGL (Partito della Sinistra europea, Alleanza della Sinistra Verde Nordica) rappresenta il comunismo, il socialismo democratico e la sinistra ecologista 

· ELD (Movimento per un’Europa della Libertà e della Democrazia) rappresenta l’euroscetticismo 

· NI è il gruppo degli indipendenti. 

Come si nota, all’interno del Parlamento europeo si ritrovano, più o meno, le medesime ideologie e i medesimi programmi politici presenti nei Parlamenti nazionali. Tuttavia è importante conoscere a quale gruppo europeo è collegato il partito o la forza politica nazionale che si è deciso di votare. Perché, non dimentichiamoci, il voto che daremo il 25 maggio non è un voto politico nazionale, ma europeo ed è in quest’ottica che dobbiamo ragionare e scegliere la forza politica che meglio ci rappresenta in Europa. 

2 –continua


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