Ci sono persone così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi.

Santa Madre Teresa di Calcutta

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giovedì 24 settembre 2020

Triunvirato

triunvirato



Ne avevo parlato già in un post di febbraio, scritto prima dell’inizio dell’avventura Covid-19 ( Post 18 febbraio 2020). 


Ora cosa fatta è: solo il 30% degli italiani che sono andati a votare per il referendum hanno votato No al taglio dei parlamentari. La vittoria del Sì d’altra parte era assolutamente prevedibile e annunciata da tutti i media.

 

A questo punto della vicenda, non potendo più tornare indietro, occorre sperare che questo Parlamento che ha votato a maggioranza quasi assoluta il taglio di una parte dei propri rappresentanti (senza pensare alle conseguenze che questa azione avrebbe comportato sulla rappresentatività parlamentare, sul corretto funzionamento della “macchina” del potere legislativo e sui tanti “meccanismi” istituzionali, quali ad esempio l’elezione del Capo dello Stato) sia in grado di porre in atto una vera “riforma” di questi meccanismi costituzionali (come ad esempio una decente legge elettorale e una decente riforma dei Regolamenti delle Camere). 

 

Il populismo imperante ormai ad ogni livello sociale e culturale ci può far sembrare queste tematiche astratte e lontane dall’interesse delle persone, ma esse sono il cuore segreto, pulsante della nostra vita democratica, sono l’atrio e il ventricolo di una vita politica con la P maiuscola.  

 

Certo, sarebbe stato meglio e più onesto da parte dei parlamentari eletti in questa legislatura se si fossero impegnati a proporre una vera riforma costituzionale e non solo un “taglio secco” di 345 parlamentari senza pensare alle conseguenze di tale decisione.

 

Purtroppo, sono decenni che in Italia si sente parlare di riforme costituzionali e, a dire il vero, alcune proposte più o meno organiche, sono state portate avanti: ricordo quella tentata dal Governo D’Alema, quella del Governo Berlusconi bocciata dal referendum costituzionale del 2006 e l’ultima in ordine di tempo quella approvata sotto il Governo Renzi che fu bocciata dagli italiani con il referendum del 2016. Quelle furono vere riforme costituzionali, ma non trovarono il favore della maggioranza degli italiani.

 

Questa volta invece, sembra che il messaggio populista portato avanti in primis dal Movimento 5 Stelle abbia convinto la maggioranza degli italiani.

 

Personalmente sono contrario ad approcciare una materia così delicata come si è fatto. Non credo che partire dal taglio dei parlamentari possa essere la soluzione ai mali che affliggono la politica italiana. 


Quello che occorreva ricercare, e che adesso è assolutamente necessario fare, è un nuovo tipo di accordo che per forza di cose deve essere politico e deve riguardare tutte le forze, quelle al governo e quelle ora all’opposizione. Entrambe devono lavorare per disegnare un nuovo modello di equilibrio costituzionale tra poteri dello Stato, possibilmente migliore di quello attuale. Ci riusciranno?

 

Penso che sia evidente che una riforma di questo tipo va pensata, meditata e condivisa prendendosi il tempo che ci vuole, e va difesa soprattutto dagli attacchi di quel populismo che oggi sembra condizionare fortemente anche scelte così importanti per la crescita futura del Paese. 

 

Credo che un sano ricorso a quello che una volta nei testi di giurisprudenza veniva definito come “buon senso del padre di famiglia” possa aiutare ad affrontare il particolare momento storico, sempre che di questa sostanza, ormai rara, gli attuali parlamentari ne abbiano contezza.

 

Altrimenti, l’alternativa che ci attende l’abbiamo ascoltata questa mattina dalla voce di un comico, intervenuto in videoconferenza ad un convegno promosso dal Parlamento europeo, che si erge a maître à penser di una moltitudine di singoli individui cui si fa credere di poter decidere con il voto telematico le sorti del loro Paese, mentre, nella realtà, sono solo degli automi teleguidati da un triunvirato che, per definizione, non pensa e non agisce mai in modo democratico.

 

Da questo punto di vista la Bielorussia di Lukashenko non è poi così lontana dall'Italia.

lunedì 26 maggio 2014

Il Buono, il Brutto e il Cattivo



Il Buono, il Brutto e il Cattivo

Il Buono ha vinto la sua sfida, al di là di ogni più rosea previsione. Il Brutto ha perso, forse, l'occasione della vita ed ora trovare una via d'uscita per il suo movimento appare difficile. Il Cattivo è stato messo nell'angolo e la soluzione per ritornare al centro dell'attenzione ci sarebbe, ma... 

Riflessioni italiane.
Certamente gli elettori hanno votato più Matteo Renzi che il suo partito, più la sua "pacata" determinazione, che la rivoluzionaria dialettica del Capo Popolo genovese. Il PD di oggi non è il partito del 40% degli italiani. Se fossero state elezioni politiche interne, il risultato sarebbe stato più vicino a quello degli exit poll che infatti quotavano il PD intorno al 30%. Cosa significa? Significa che il 10% degli intervistati all'uscita dal seggio non ha dichiarato che aveva dato il voto al PD. Come mai? Vergogna della “prima volta”? 

Questo non toglie che ora Renzi abbia una responsabilità enorme: sulle riforme che devono procedere spedite, ma senza imposizioni “totalitarie” e sulla ricerca di soluzioni per l'emergenza principale del Paese, il lavoro che manca, soprattutto per i giovani.

Per i cinque stelle, forse ora quattro stelle, la lezione è stata tosta, non se l'aspettavano. Il Guru non ha pronosticato in modo corretto l’evento. Intendiamoci, in valore assoluto non è un risultato da disprezzare: i grillini sono il secondo movimento in Italia, ma in termini relativi sono stati doppiati dal primo partito. Forse è giunto il momento per i penta stellati di provare a liberarsi del Grillo parlante, a tagliare il cordone ombelicale. Ormai sono una forza consolidata, ma questo patrimonio di voti non può rimanere isolato e improduttivo, per il bene del Paese. Se Grillo capirà questo, allora farà fare un passo in avanti al movimento e al Paese, in caso contrario molto probabilmente la sua leadership sarà destinata al declino.

Il Cavaliere, azzoppato dalle note vicende, non è stato però disarcionato, ma dovrà prendere atto che una stagione è arrivata al capolinea, la sua. Come reagire? La soluzione potrebbe essere "alla francese", visto il fascino che Marine (Le Pen) ha saputo trasmettere all'elettorato del partito creato dal padre. La "nostra" Marina sarà capace di negarsi al papà ancora una volta? 

Riflessioni europee.
L'Italia insieme alla Germania (e a pochi altri) è stato il Paese dove hanno vinto le forze a favore dell'Unione. In altri Paesi, anche importanti, come Francia, Inghilterra e Spagna, le forze politiche anti euro hanno avuto risultati molto significativi, più che nel nostro Paese.

Questo fatto dovrebbe far riflettere i due principali gruppi del Parlamento europeo (i popolari e i socialisti). La legislatura che prenderà il via a breve, o sarà capace di farsi costituente di un nuovo modo di concepire l’Unione o rischierà di essere l'ultima del Parlamento europeo. 

L’ottimismo però non manca: alla fine gli elettori europei si sono recati alle urne, meno che nella passata votazione del 2009, ma non si è verificato il forte astensionismo temuto. E questa è una punta di speranza che ci lascia fiduciosi per il futuro…


sabato 27 aprile 2013

Alla ricerca di Utopia (nel senso di eutopia)


Chi ha visto la puntata del 25 aprile di Servizio Pubblico di Michele Santoro sino al termine, è stato spettatore dell’intervento dello scrittore Roberto Saviano. 

Saviano, come piace fare a lui, ha raccontato una storia. La storia della rinascita del popolo cileno che nel 1988 avuto in dono dalla comunità internazionale un referendum per dire SI o NO alla continuazione della dittature del Generale Pinochet, inaspettatamente decide di voltare pagina e a maggioranza vota NO. 

Lo spunto Saviano lo prende da un recente film, NO, di Pablo Larrain, vincitore a Cannes nel 2012 dell’Art Cinema Award. Come hanno fatto i sostenitori del NO, all’inizio in netta minoranza nel Paese, a convincere la maggioranza dei cileni che la vita senza Pinochet era meglio della vita con Pinochet? Utilizzando in modo nuovo, originale la comunicazione. Non hanno parlato dei crimini commessi dal regime, ma hanno mostrato il Cile che avevano in mente, libero, pieno di colori, dove tutti potevano vivere in pace, dove il militare e lo studente potevano camminare in piazza vicini, senza che l’uno avesse paura dell’altro. Hanno proposto un sogno, una visione di un mondo nuovo che sarebbe stato possibile realizzare se avessero vinto i NO. L’alternativa era continuare il solito tran tran, la solita vita grigia che i cileni conducevano sotto Pinochet, senza poter scegliere in autonomia la propria vita, il proprio modo di vivere. 

A poco a poco, grazie anche a una campagna comunicativa fatta di spot televisivi propositivi e avvincenti, il popolo cileno ha perso la paura generata dal cambiamento, ha capito che si poteva vivere senza Pinochet, che votare NO non avrebbe generato particolari traumi e che forse valeva la pena non perdere l’occasione. I NO hanno vinto e il Cile ha voltato pagina. 

I riferimenti alla nostra situazione attuale sono evidenti, anche se da noi al momento non esiste un Generale Pinochet, anzi semmai si teme una sua venuta. 

Cosa ha voluto dire Saviano al popolo della sinistra italiana, ai suoi esponenti politici? 

Ha voluto dire di cambiare strategia, di non cercare lo scontro diretto con la destra, con Berlusconi e i suoi processi. Arroccarsi sulle proprie posizioni non modifica il modo di pensare dell’altra parte, di chi la pensa diversamente. La Sinistra per crescere nel Paese deve proporre, deve comunicare un mondo nuovo, diverso, deve far intuire che cambiare l’attuale stile di vita che ci ha portato a questa situazione di crisi è possibile e per farlo occorre avere fiducia nei propri leader politici. E’ un po’ quello che in questi ultimi cinque anni ha fatto Grillo che ha proposto una visione nuova di mondo, temi nuovi e nuovi stili di comportamento e che ha raccolto un ampio consenso. 

Una domanda però mi piacerebbe porre a Saviano, senza vena polemica. Qual è la visione del nuovo mondo che la Sinistra ha in mente e vuole proporci? Dove sono i leader da seguire che ci conducono verso questa Utopia (nel senso di eutopia)? Perché, alla fine, il problema è questo, avere una visione per il futuro, anche solo per i prossimi venti/trent’anni, e immaginare un mondo diverso, migliore di quello attuale, dove far crescere e vivere felici i nostri figli. 

Di questo Saviano, purtroppo, non ha parlato. 









domenica 21 aprile 2013

Il nuovo che avanza: e dopo Giorgio, Mario (Monti) ?


A circa due mesi dalle elezioni politiche, i segnali di cambiamento politico – istituzionale richiesti dal popolo italiano con l’esito delle votazioni sono sotto gli occhi di tutti . Non abbiamo ancora un nuovo Governo che incominci ad affrontare la grave situazione economica e sociale che stiamo attraversando, ma in compenso abbiamo un nuovo Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano, chiamato per la prima volta nella storia repubblicana a rimanere sul Colle per (teoricamente) quattordici anni. Quando scadrà il suo secondo mandato, il Presidente compirà novantaquattro anni. Se ben ricordo, neanche i Segretari del Plenum del Soviet Supremo dell’ormai misconosciuta Unione Sovietica restarono in carica sino a questa età. 

Intendiamoci, tanto di cappello al Presidente Napolitano. 

La sua elezione è stata perfettamente legittima, costituzionalmente ineccepibile e chi grida al golpe anche questa volta ha perso un’occasione per pensare prima di parlare. 

Il problema è politico e riguarda tutte le forze presenti in Parlamento. 

Per i Democratici l’elezione di Napolitano certifica in diretta TV la divisione ormai insanabile tra le componenti che hanno creato il PD. Bersani ha le sue colpe (e infatti si è dimesso) ma tutti i capi bastone che hanno agito nell’ombra (dall’Italia, dall’Africa o dalla Cina) portano seco la medesima responsabilità che dice una cosa sola nei fatti: i problemi degli italiani vengono dopo l’egemonia del proprio gruppo all’interno del partito. Vedremo al prossimo congresso se la base ridarà la fiducia a questi Lazzaro oppure deciderà di voltare pagina definitivamente. 

Il M5S in questi due mesi non ha ottenuto nulla rispetto a ciò cui poteva aspirare in base ai voti ricevuti dagli elettori. Grillo è un grande uomo di spettacolo e infatti in tutte le piazze dove ha portato il suo tour ha fatto il pieno, ma, come politico, di strada deve ancora compierne parecchia. Quando una forza politica siede in parlamento, per ottenere un risultato favorevole alla propria parte deve per forza cercare un accordo con le parti politiche più vicine alla propria, altrimenti i casi sono due: o non si ottiene nulla (e allora non si capisce perché si è deciso di sedere in parlamento) oppure non siamo in democrazia. 

Berlusconi e il PDL in apparenza sono quelli che hanno ottenuto una vittoria in questa fase, avendo da sempre optato per una scelta di grandi intese, di santa alleanza per il bene del Paese con la creazione di un governo trasversale politico al posto di quello tecnico guidato da Monti. Ma ora che questa soluzione si avvicina con l’elezione di Napolitano, Berlusconi sa benissimo che se si andasse subito a votare il PDL molto probabilmente avrebbe la maggioranza nel Paese (anche per l’auto distruzione del PD) e la tentazione di sfilarsi da questo governo di larghe intese è fortissima. Vedremo nei prossimi giorni quale strada il PDL deciderà di percorrere. 

Scelta Civica con il professor Monti si appresta a vivere un ritorno di fiamma insperato. Un governo di larghe intese vedrebbe sicuramente i moschettieri del Presidente in prima fila e magari il senatore Mario Monti (ora politico a pieno titolo in quanto a capo di un partito democraticamente eletto) potrebbe essere chiamato a far parte di un governo politico di unità nazionale, cosa impossibile sino a ieri. 

E gli italiani? A noi popolo italiano non ci rimane altro, a questo punto, che rivolgerci al nostro Presidente democraticamente eletto dai parlamentari e chiedergli una sola cosa: imponga, Signor Presidente a questi pseudo leader politici di mettersi subito d’accordo per costituire un Governo. Affronti, questo Governo, subito senza indugi la situazione economica e dica alle istituzioni europee competenti che la gestione della crisi come fatta sino ad ora non va bene perché soffoca la crescita. Dia, questo Governo, agli italiani una nuova legge elettorale permettendo all’elettore la scelta del proprio rappresentante in parlamento. 

E dopo, Signor Presidente, verificato che questi due compiti siano stati eseguiti, sciolga le Camere e ci rimandi a votare. 

Grazie Signor Presidente.





sabato 13 aprile 2013

I veri Saggi


In questi giorni abbiamo riletto cosa hanno scritto due grandi Saggi.

Il primo:

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.  Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.
La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore.  Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto.
Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.  Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti.  Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore.  Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. “

Il secondo Saggio ha scritto:

“Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
L'hanno persa e danno la colpa a te,
Se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
Ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
Se sai aspettare senza stancarti dell'attesa,
O essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
O essendo odiato, non dare spazio all'odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
Se sai incontrarti con il Trionfo e la Rovina
E trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi,
O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare dal principio
e non dire mai una parola sulla tua perdita.
Se sai costringere il tuo cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c'è più nulla
Tranne la Volontà che dice loro: "Tenete duro!"

Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
O passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con il popolo,
Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
Se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Come avete intuito, non parliamo di quello che hanno scritto i saggi scelti da Napolitano, ma di quanto scritto duemila anni fa da san Paolo e nel 1895 dallo scrittore Joseph Rudyard Kipling.

Vedere in questi giorni come i quattro leader dei maggiori schieramenti politici, Berlusconi, Bersani, Monti e Grillo si stanno comportando rispetto alla grave crisi politica ed economica che attanaglia il Paese lascia sconcertati, senza parole.

Il Presidente Napolitano, anziché nominare una doppia commissione con dieci saggi avrebbe fatto meglio a fotocopiare e distribuire ai quattro leader politici i testi sopra riportati.  

Chissà, forse il cuore di qualcuno di loro avrebbe potuto riprendere a pulsare.



giovedì 28 febbraio 2013

The tsunami effect ...

The tsunami effect has finally arrived, and as promised the word, has been devastating.

Politics is made ​​up of numbers and the numbers are as follows: the Democratic Party in the House received 8,644,000 votes equal to 25.42% of the total investment, the People of Freedom (Berlusconi)  7,332,000 votes (21.56%) and the Movement of Beppe Grillo 8,689,000 votes, representing 25.55% of the votes. The party Monti has collected only 2,824,000 votes.

If we compare these data with the results of previous elections (2008), we realize the effect tsunami: the Democratic Party has lost 3,451,000 votes while the PDL has even lost 6,297,000 votes. Where did all those votes coming out of the two main Italian parties? Movement 5 stars? Good part of it.

What we have before your eyes is a new political situation in Italy, suggested by some analysts, but in the end considered impossible by the main party leaders. Bersani (and PD) was convinced he had the victory in his pocket or, at worst, they need to govern the aid of Monti in the Senate, Berlusconi wanted to finish second to stay still essential in some institutional changes, while Monti expected more recognition by the Italians to the "dirty" work that the President had given him.

But the polls came out a will of the people who actually made ​​it almost meaningless the center pole, has rejected the policy of a Democratic Party that has failed to explain to the Italians that Italy has in mind, and has perhaps permanently rejected Berlusconi's populism fed once again the now traditional slogan (lower taxes, more amnesties, fair justice, etc.) and instead awarded a transverse movement, liquid, labels, Italians who until yesterday were voting the Left, Center and Right and also that this once they have chosen to vote for something different to offer new policy.

In a democracy, the will of the people deserves absolute respect, however, the main political leaders should understand in time that the country was tired of listening to promises of change in the political, administrative and social and not see them ever made. And we all have in mind what we mean, in what later became largely the program M5S!


Some commentators argue that the birth of M5S is similar to the emergence of the Northern League, but the similarities in our country are not there. That the League was a political movement very well defined, united and unified, all of his constituents had in mind some specific objectives to be achieved and the enemy was clear, was the thieving Rome which oppressed the North with production taxes to maintain unsustainable 'Italy wasteful of Central and South
In M5S I do not think that they are so clear, geographically defined unit and the points that unite 8 million and 689 thousand Italians who voted.

The fact that makes this new political force even more unique is its genesis: a movement created about five years ago by an entertainer, a comedian. Of course, with the passage of time the comic has grown, studied the scripts to address the different political issues and have been joined him along the way who helped him, gave him advice. And in the latter 's campaign, while professional politicians spoke in theaters (where they usually perform comedians), the comedian turned the streets of Italy (where once the political party leaders held their meetings) meeting in person the Italians, giving them a smile and explaining what Italy had in mind.

But now the tour is over. In Parliament there are representatives M5S that will be called, along with other elected officials, to ensure our country five years of Legislature and Government, for the good of our country and all of us. The show is over, it's time Calvero falls from the stage, it is time to enter the stage reality.

We are confident, we expect that the sense of responsibility related to elective office held (as a Deputy or Senator) is very clear in the minds and hearts of all the newly elected members that, especially if they are young and first-time parliamentarian, have their proper charge and the right desire to do their jobs well. For themselves, their peers and all of us.



mercoledì 27 febbraio 2013

L'effetto tsunami...


L’effetto tsunami alla fine  è arrivato e, come prometteva la parola, è stato devastante.

La politica è fatta di numeri e i numeri sono i seguenti: il Partito Democratico alla Camera ha ottenuto 8.644 mila voti pari al 25,42% del totale; il Popolo della Libertà 7.332 mila voti (21,56%) e il Movimento di Beppe Grillo 8.689 mila voti, pari al 25,55% dei voti. Il partito di Monti ha raccolto solamente 2.824 mila voti.

Se confrontiamo questi dati con i risultati delle precedenti elezioni politiche (2008) ci rendiamo conto dell’effetto tsunami:  il PD ha perso 3.451 mila voti mentre il PDL ne ha persi addirittura 6.297 mila voti.  Dove sono andati tutti questi voti in uscita dai due principali partiti italiani? Al Movimento 5 stelle? Buona parte sì.

Quella che abbiamo davanti agli occhi è una situazione politica nuova per l’Italia, ipotizzata da alcuni analisti, ma in fondo ritenuta impossibile dai principali leader di partito. Bersani (e il PD) era convinto di avere la vittoria in tasca o, alla peggio, di aver bisogno per governare dell’aiuto di Monti al Senato; Berlusconi voleva arrivare secondo per rimanere  comunque indispensabile in alcuni passaggi istituzionali, mentre Monti si aspettava più riconoscenza dagli italiani per il lavoro “sporco” che il Presidente della Repubblica gli aveva affidato.

E invece dalle urne è uscita una volontà popolare che ha di fatto reso quasi insignificante il polo di centro, ha bocciato la linea politica di un PD che non ha saputo spiegare agli italiani quale Italia ha in mente; ha forse definitivamente bocciato il populismo berlusconiano nutrito ancora una volta degli ormai tradizionali slogan  (meno tasse, più condoni, giustizia giusta ecc) e invece ha premiato un movimento trasversale, liquido, non etichettabile, di italiani che fino a ieri votavano la Sinistra, il Centro e anche la Destra e che questa volta hanno scelto di votare per qualcosa di diverso, per un’offerta politica nuova.

In democrazia la volontà popolare merita assoluto rispetto, tuttavia i principali leader politici avrebbero dovuto comprendere per tempo che il Paese era ormai stanco di ascoltare promesse di cambiamento nella vita politica, amministrativa e sociale  e non vederle mai realizzate. E tutti noi abbiamo bene in mente a cosa ci riferiamo, a quello che poi è diventato in buona parte il programma del M5S!

Alcuni commentatori in queste ore paragonano il M5S alla Lega Nord delle origini, ma le analogie di fondo secondo noi non ci sono. Quello della Lega era un movimento politico molto ben definito, unito e unitario, i suoi elettori avevano tutti in mente alcuni obiettivi  ben precisi da raggiungere e il nemico era chiaro, era la Roma ladrona che opprimeva il Nord produttivo con tasse insostenibili per mantenere l’Italia sprecona del Centro e del Sud. 
Nel M5S non mi sembra che siano così chiari, geograficamente definiti e unitari i punti che uniscono gli 8 milioni e 689 mila italiani che l’hanno votato.

Il fatto poi che rende questa nuova forza politica ancora più originale è la sua genesi: un movimento creato circa cinque anni or sono da un uomo di spettacolo, un comico. Certo, con il passare del tempo quel comico è cresciuto, ha studiato i copioni per affrontare i diversi temi politici e a lui si sono affiancate lungo il cammino persone che lo hanno aiutato, gli hanno dato consigli. E in quest’ ultima campagna elettorale,  mentre i professionisti della politica parlavano nei teatri (dove di solito si esibiscono i comici) , il comico girava per le piazze d’Italia (dove una volta i politici, i leader di partito tenevano i comizi) incontrando di persona gli italiani, regalando loro un sorriso e spiegando quale Italia aveva in mente.

Ora però la tournée è finita. In Parlamento ci sono i rappresentanti del M5S che saranno chiamati, insieme agli altri eletti, ad assicurare al nostro Paese cinque anni di Legislatura e di Governo, per il bene del nostro Paese e di tutti noi.  Lo spettacolo è terminato, è ora che Calvero scenda dal palco, è tempo che entri in scena la realtà. 

Noi siamo fiduciosi, ci aspettiamo che il senso di responsabilità connesso alla carica elettiva ricoperta (in qualità di Deputato  o Senatore della Repubblica)  sia ben chiaro nelle menti e nel cuore di tutti i nuovi eletti che, soprattutto se giovani e alla prima esperienza parlamentare, avranno dalla loro la giusta carica e il giusto desiderio di fare bene il proprio lavoro. Per sé stessi, i loro coetanei e tutti noi.    



       

martedì 19 febbraio 2013

What is not convinced of the Movement of Beppe Grillo


In recent weeks we have been following the tsunami streaming tour Beppe Grillo who has gone through all the squares in Italy (as we have seen in the news broadcast by national television networks and regional).

Nothing to say. The character is not from yesterday. It is not easy these days, turn to Italy and put his face on stage speaking to the people, is not easy. Grillo knows how to use the most of all the acting techniques acquainted to manage the performance and puts you content now dear to the people of his movement.

Mind you, at some points it's hard not to agree with Grillo, a matter of common sense. His criticism at 360 degrees to the current political system is very reminiscent of the one carried out forty years ago by Marco Pannella and the Radical Movement to the prevailing party politics in Italy in the 70s and 80s ... sure it's sad to see that the steps taken are close to zero.

Grillo offers an Italy more public, greener, lighter, more just, more equitable, more honest, more clean, more transparent, KM zero, plus Wi-Fi, less multinational, and to achieve this result relies on the Network as a tool that provides maximum equal participation of citizens, to be responsible policy choices and destinies of the Nation.

At the time Pannella was among the first to entrust the direct radio (remember Radical Radio?) The transmission of parliamentary debates, thus promoting awareness of the work of our representatives in Parliament, helping to create a sort of grass-roots democracy .

So Grillo thinks of a liquid form of democracy, where the acts of the Government and Parliament are assessed, judged and voted on by the Italian people of the network at the same time as the Government and Parliament are talking about and are discussing it. What kind of democracy is this?

How many people, once the charm of the tsunami media tour will continue daily to be interested in what happens in Parliament? How many people are able to judge whether an act of government is right or wrong? And we should entrust the fate of our Government and our Parliament to express an opinion on the Internet from, say a million people? I understand that the primary web made ​​to choose candidates participated M5S of less than one hundred thousand users ...

Radical Radio also has had an important role in the spread of democratic culture in Italy, in the difficult years where Terror reigned and where the republican institutions seemed in crisis, but how many people listened to every day? Everyone knew existed, but the policy in the long run tired, Italians prefer to listen to songs on the radio ...

Grillo in this election will surely be a success in terms of votes and elected representatives, but then he knows that the music will change when you have to manage this power "politics." You can not dismantle the institutions of the Republic without undermine the very existence of the nation.

It will be possible instead to Grillo, indeed desirable, to join the forces, both Right and Left, who want to really change things in Italy and without ideological barriers to try to make the leap.

The Network serves to keep people informed, not to replace the elect, who are called just to legislate and govern the country. The real problem is to elect good people, capable professionally and morally honest.

So Grillo with his deputies, the newly appointed Parliament, may soon help to do something praiseworthy: to change the electoral law.


lunedì 18 febbraio 2013

Cosa non convince del Movimento di Beppe Grillo


In queste settimane abbiamo seguito in streaming lo tsunami tour di Beppe Grillo che ha attraversato tutte le piazze d’Italia (come abbiamo potuto vedere dai telegiornali trasmessi dalle reti televisive nazionali e regionali). 

Niente da dire. Il personaggio c’è e non da ieri. Non è facile, di questi tempi, girare per l’Italia e mettere la faccia sul palco parlando al popolo, non è facile. Grillo sa usare al meglio tutte le tecniche di recitazione che ben conosce per gestire la rappresentazione e vi mette i contenuti ormai cari al popolo del suo movimento. 

Intendiamoci, su alcuni punti è difficile non essere d’accordo con Grillo, questione di buon senso. La sua critica a 360 gradi al sistema politico attuale ricorda molto quella portata avanti quarant’anni orsono da Marco Pannella e dal Movimento Radicale alla partitocrazia imperante nell’Italia degli anni '70 e '80… certo è triste constatare che i passi avanti compiuti sono pressoché nulli. 

Grillo propone un’Italia più pubblica, più verde, più leggera, più giusta, più equa, più onesta, più pulita, più trasparente, più KM zero, più Wi-Fi, meno multinazionale; e per ottenere questo risultato si affida alla Rete, come strumento che garantisce la massima partecipazione egualitaria dei cittadini, cui affidare le scelte politiche e i destini della Nazione. 

A suo tempo Pannella fu tra i primi ad affidare alle dirette radio (chi non ricorda Radio Radicale?) la trasmissione dei dibattiti parlamentari, favorendo così la presa di coscienza del lavoro dei nostri rappresentanti in Parlamento, contribuendo a creare una sorta di democrazia di base. 

Così Grillo pensa ad una forma di democrazia liquida, dove gli atti del Governo e del Parlamento sono valutati, giudicati e votati dal popolo italiano della Rete nel momento stesso in cui il Governo e il Parlamento ne stanno parlando e ne stanno discutendo. Ma che razza di democrazia è mai questa? 

Quanta gente, terminato il fascino mediatico dello tsunami tour, continuerà quotidianamente ad interessarsi a quello che succede in Parlamento? Quante persone sono in grado di giudicare se un atto di Governo è giusto o sbagliato? E noi dovremmo affidare le sorti del nostro Governo e del nostro Parlamento ad un giudizio espresso tramite internet da, diciamo un milione di persone? Mi risulta che alle primarie via web effettuate per scegliere i candidati del M5S abbiano partecipato meno di centomila utenti… 

Anche Radio Radicale ha esercitato un ruolo importante per la diffusione della cultura democratica in Italia, in anni difficili dove il Terrorismo imperava e dove le istituzioni repubblicane sembravano in crisi, ma quante persone la ascoltavano quotidianamente? Tutti sapevano che esisteva, ma la politica alla lunga stanca, gli italiani alla radio preferiscono ascoltare le canzonette… 

Grillo a queste elezioni otterrà sicuramente un successo in termini di voti e di deputati eletti, ma poi sa benissimo che la musica cambierà quando si dovrà gestire questa forza “politica”. Non è possibile smantellare le istituzioni della Repubblica senza mettere in crisi l’esistenza stessa della Nazione. 

Sarà possibile invece per Grillo, anzi auspicabile, unirsi a quelle forze, sia di Destra che di Sinistra, che vogliono veramente cambiare le cose in Italia e senza steccati ideologici provare a compiere il grande passo.

La Rete serve per tenere informate le persone, non per sostituirsi agli eletti, che sono chiamati proprio per legiferare e governare il Paese. Il problema vero è eleggere persone valide, capaci professionalmente e moralmente oneste. 

Quindi Grillo con i suoi deputati, appena nominato il Parlamento, potrebbe subito contribuire a compiere un'azione benemerita: cambiare la Legge elettorale.



domenica 3 febbraio 2013

Six Characters in Search of an Author

Is now less than twenty days in the elections and what we understand from this first month of the campaign?

The only reliable data are that over the past year has decreased industrial production, GDP fell, fell the confidence of the Italians, but on the other hand increased unemployment. For the rest of the usual routine, the usual Italy. Luckily for us the shock came the election campaign, where every politician can rebuild their virginity, can pretend to be an actor, character, special guest as the Americans would say.

To tell the truth, a real actor, or rather two, we've seen them at work.

The first is that Grillo has chosen the square and the direct contact with the public. Tough choice, is recited live without cameras but with so many phones that you take and you slam on the network. The character is used, it also says sensible things, if we want to limit the obvious, but his followers will live up to the master? When we have to build and not destroy will know to do?

The second actor is accustomed to acting in many roles, but always from the President and does not like to finish second. And 'President worker, laborer President, Prime Minister, Chairman of the Board, President of the Italians. After a year of hibernation media has decided to make the President retired there is still time and fell back into the field, the television. Occupied all possible spaces and even those impossible and sidereal (like the distant planet Santoro) and, as the actor is, posting the first pretender to the chair of the President of the Council is rapidly closing.

Then keeps us company winning actor of primary, secondary and even tertiary (I do not know how many votes he organized the people of the left). Bersani, who a year ago would have swept the elections and would be seated Monti, maybe today starts counting the days until the opening of the polls. With each passing day, according to the polls, the votes for his coalition decline, and some of his beginning to think ... if I had voted Renzi ... at least the secondary ...

Since we're talking about a special guest, but we also have three extras, indeed almost an actor and two special extras.

The most special Monti was a special guest in the last week is back, rose in the real world and realized that acting live and in playback is another matter, must be used. The applause must conquer them one by one, not worth the registered ones. And then move on to a dramatic role, the savior of the country to a more cheerful, more attractive than that of flatterer of public opinion is not simple. Rambo would be credible that back home would begin to write plays on home wives of American soldiers fighting in Afghanistan?

The extras Giannino and Ingroia were put on the stage to make us laugh, to remind us that at the end of the policy is a bit 'like the Cirque du Soleil, with a lot of beautiful people dancing, the music, the colors, the clown ... but then the show ends and you exit the tent and out in February to expect there is fog ...

Who will win the competition? One thing is certain: whoever comes first, must forge alliances with the second or the third, those who today sent to that country, but he knows that this country would not want to see him and his people on the political stage.

One last thing: we did not forget to talk about the text, the content that is recited by our six characters ... unfortunately they are all characters in search of an author who write for them, and for us, a credible script.



sabato 2 febbraio 2013

Sei Personaggi in cerca d'autore


Mancano poco più di venti giorni alle elezioni e cosa abbiamo capito da questo primo mese di campagna elettorale?

Gli unici dati certi sono che nell’anno appena trascorso è calata la produzione industriale, è calato il PIL, è calata la fiducia degli italiani,  ma in compenso è salita la disoccupazione. Per il resto il solito tran tran, la solita Italia. Per fortuna che a darci la scossa è arrivata la campagna elettorale, dove ogni politico può rifarsi una verginità, può fingersi attore, personaggio, special guest come direbbero gli americani.

A dir la verità, un vero attore, anzi due, li abbiamo visti all’opera.

Il primo è Grillo che ha scelto la piazza e il contatto diretto con il pubblico. Scelta difficile, si recita in diretta, senza telecamere ma con tanti telefonini che ti riprendono e ti sbattono in rete. Il personaggio è abituato, dice anche cose sensate, al limite dell’ovvio se vogliamo, ma i suoi seguaci saranno all’altezza del maestro?  Quando occorrerà costruire e non distruggere lo sapranno fare?

Il secondo attore è abituato a recitare in molti ruoli, ma sempre da Presidente e non ama arrivare secondo. E’ Presidente lavoratore, Presidente operaio, Presidente del Consiglio, Presidente di CdA, Presidente degli italiani. Dopo un anno di letargo mediatico ha deciso che per fare il Presidente pensionato c’è ancora tempo ed è sceso nuovamente in campo, quello televisivo. Ha occupato tutti gli spazi possibili e anche quelli impossibili e siderali (come il lontanissimo pianeta Santoro) e, dato che l’attore c’è, il distacco dal primo pretendente alla poltrona di Presidente del Consiglio si sta velocemente colmando.

Poi ci tiene compagnia l’attore vincitore delle primarie, delle secondarie e anche delle terziarie (non so più quante votazioni ha organizzato il popolo della sinistra).  Bersani, che un anno fa avrebbe stravinto le elezioni e si sarebbe seduto al posto di Monti, oggi forse incomincia a contare i giorni che mancano all’apertura delle urne. Ogni giorno che passa, secondo i sondaggi, i voti per la sua coalizione diminuiscono, mentre qualcuno dei suoi incomincia a pensare… se avessi votato Renzi… almeno alle secondarie… 

Sin qui parliamo di special guest, ma abbiamo anche tre comparse, anzi un attore quasi special e due comparse.

Il quasi special Monti era uno special guest che nelle ultime settimane è tornato, è salito nel mondo reale e si è accorto che recitare dal vivo e non in playback è un'altra cosa, occorre esserci abituati. Gli applausi li devi conquistare uno per uno, non valgono quelli registrati. E poi passare da un ruolo drammatico,  di salvatore della Patria ad uno più allegro, più accattivante, a quello di adulatore della pubblica opinione non è semplice. Sarebbe credibile Rambo che tornato a casa si mettesse a scrivere commedie sulle mogli casalinghe dei soldati americani che stanno combattendo in Afghanistan?

Le comparse Giannino e Ingroia sono stati messi sul palco  per farci sorridere, per ricordarci che in fondo la politica è un po’ come il Cirque du Soleil, con tanta bella gente che balla, la musica, i colori, i clown … poi però lo spettacolo finisce e si esce dal tendone e fuori a febbraio ad aspettarci c’è la nebbia…

Chi vincerà la competizione?  Una cosa è certa: chiunque arriverà primo, dovrà stringere alleanze con il secondo o con il terzo, con coloro che oggi manda a quel paese, ma che sa benissimo che quel Paese non vorrebbe più vedere lui e la sua gente sul palcoscenico della politica. 

Un’ultima cosa: non ci siamo dimenticati di parlare dei testi,  dei contenuti che vengono  recitati dai nostri sei personaggi… purtroppo sono tutti personaggi in cerca di un autore che scriva per loro, e per noi, un copione credibile .