Ci sono persone così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi.

Santa Madre Teresa di Calcutta

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giovedì 1 novembre 2018

Il codice di Giuda



L’abbiamo letto tutto d’un fiato: l’ultimo romanzo di Fabrizio Carcano, giornalista e scrittore milanese, si divora con piacere. L’autore, giunto alla nona opera, intitolata Il codice di Giuda, appena pubblicata da Mursia, è ormai maestro nel creare quel giusto mix noir fatto di misteri e di intrighi, condito da venature religiose ed esoteriche che inchiodano il lettore alle pagine, sino all’ultima riga.

Il protagonista è il nostro commissario Ardigò, ormai entrato nell’immaginario collettivo come il “capo della Omicidi” di Milano. Attorno a lui vengono commessi una serie di omicidi che nello svolgimento della storia troveranno un filo rosso che li unirà e che poco per volta verrà compreso dal brillante commissario costretto a mettere le mani questa volta nell’angolo più buio della nostra umanità: quello frequentato da pedofili e stupratori.

Ma chi è il giustiziere misterioso che opera come fosse lui stesso il giudice supremo? E cosa lo spinge ad agire?

La maestria di Carcano nel creare pagine ricche di tensione con riferimenti religiosi al vangelo apocrifo di Giuda, conducono il lettore a scoprire le risposte a queste domande al termine di un vorticoso ed incalzante ritmo narrativo.

Sullo sfondo della storia, ma per nulla secondaria, Milano, la città amata dal commissario Ardigò, e crediamo anche dall’autore, è parte integrante dell’atmosfera noir che caratterizza il romanzo.

Un libro da non perdere, avvincente e coinvolgente come i precedenti.

  
Fabrizio Carcano, Il codice di Giuda, 2018 Mursia editore.      

lunedì 8 aprile 2013

La Fabbrica del Duomo

Milan Cathedral, dedicated to the Nativity of Mary, has a unique feature: its construction is still in progress. The first stone was laid in the year 1386 under the supervision of Simone da Orsenigo, general engineer appointed 16 October 1387 and since then the Fabbrica del Duomo di Milano is still in business.

If we think about it, the yard of the Milan Cathedral is open for over six hundred years. There is no similar case in the world.

A work of this kind could not be carried out without the contribution of all the milanesi. Many over the centuries have worked and continue to do so for the Fabbrica del Duomo, but many have donated their property or inheritance, large or small, in the belief that the construction of the Cathedral expresses the ideal that gives meaning to life, personal and of the community. The construction and maintenance of the cathedral is still financed in this way.

The construction of the cathedral departed from the apse and from there through the centuries until the development facade built in the nineteenth century. Between 1756 and 1774 we are building the spire topped by a gilded copper Madonnina that blesses the city of Milan, 108 meters in height.

The Cathedral was consecrated the first time October 16, 1418 by Pope Martin V and solemnly rededicated October 20, 1577 by St. Charles Borromeo who gave the definitive implant inside the Cathedral.

The numbers of the Duomo di Milano will leave you speechless: 52 columns (one for each week of the year), in over 400 statues of saints, while overall the statues of the Cathedral are more than 3,500, the last positioned in our day; the spiers are 135.

A curiosity. The material used for the construction of the Duomo, the precious marble that gives luster to the Cathedral Church, it was not even in town and nearby. The marble used for the Cathedral was one of the quarries of Candoglia on Lake Maggiore in Val d'Ossola. For centuries, thousands of stonecutters have extracted from the quarry, inside the mountain, not in the open, then the marble through a complex river route along the waterways natural and artificial (the canals named Navigli ) reached the lake of St Eustorgius, then the port of Milan. On the stones destined to the construction site was engraved: AUF, Ad Usum Fabricae. Only the material that carried these three letters engraved did not pay the duty due to transport, customs duty paid instead the other cargo.

As you can see from this brief exposure, the construction of the Cathedral is the result of the effort of the people of Milan that over the years has been united in its desire, at work and in our efforts to complete the construction of the cathedral church, place of faith and the center, not only religious but also civil city.

Even today when two milanesi want to give an appointment in the city center say I'll see you in the Cathedral, not wishing to see you within the Church, but we find ourselves in that place the symbol of the city center.

For those visiting Milan, wanted to learn more about the history of the Cathedral and visit his factory, we point out the website where you can find all the relevant information and also help, as has been done for over six hundred years, the construction and maintenance Church Cathedral:  http://www.duomomilano.it/

We thought it useful today to tell the story of the construction of the Cathedral of Milan, as the history of a people working together for a common good larger Ideal for giving answer to the life of the individual and that of the community. As he said Antoni Gaudi, the great architect of the Sagrada Familia in Barcelona, "while I built the Sagrada, Sagrada built me", so you can say the same thing about the people of Milan: while the people edified the Duomo, this generated and shaped the 'cultural and political identity of the milanesi.






mercoledì 14 novembre 2012

Il sasso dentro


Il sasso dentro è il primo romanzo di Ivan della Mea, pubblicato per la prima volta nel 1990. Della Mea, nato a Lucca nel 1940 ma milanese d’adozione e di vita vissuta, è personaggio poco noto al grande pubblico.

Chi lo ha conosciuto, probabilmente lo ha apprezzato per la sua attività di cantautore e cantastorie e per essere stato tra i fondatori del Nuovo Canzoniere italiano. E’ stato sicuramente un personaggio impegnato politicamente nel partito comunista italiano, ma credo di poter affermare senza timore di essere smentito che abbia sempre visto e vissuto l’impegno politico non come mezzo per arrivare al potere fine a se stesso, ma come strumento per realizzare il bene comune.  E questo modo di concepire la politica lo ha nel tempo relegato ai margini del partito, dei partiti,  intesi come “organizzazione”, ma non ai margini delle persone che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, lo hanno sostenuto e seguito nella sua attività culturale e di spettacolo come cantautore.

Certamente Ivan Della Mea era un grande narratore di storie. 

Ne Il sasso dentro, il mistero della morte di una giovane donna benestante trovata massacrata in una discarica alla periferia di Milano si intreccia subito con la storia personale di due fratelli, uno poliziotto e l’altro tossico dipendente e spacciatore.  Le pagine scorrono veloci con un ritmo narrativo sempre vivace e carico di tensione. Sullo sfondo la Milano di fine anni ’80 con le sue luci (poche) e le sue ombre (tante).

Il filo rosso che percorre tutto il romanzo ad un certo punto si spezza e improvvisamente la storia ha l’epilogo che il lettore inconsciamente si aspetta, ma che forse non avrebbe voluto leggere.

Nonostante alcune pagine a tinte forti, del resto parliamo di un romanzo noir, traspare l’anima poetica dell’autore nelle descrizioni dei luoghi e dei personaggi che vivono il presente, a volte povero e disperato, ma con lo sguardo rivolto al futuro, luogo dell’avvenire, che deve, per forza, essere migliore.

Il sasso dentro l’abbiamo tutti, piccolo o grande che sia, nascosto o sul comodino. Questo forse era il messaggio di Ivan Della Mea, personaggio poco noto al grande pubblico. Siamo sempre in tempo a rimediare.

Ivan Della Mea muore inaspettatamente a Milano il 14 giugno 2009. Su YouTube è possibile trovare ampia offerta di filmati e di canzoni cantate dall’autore e merita di essere visto il filmato girato il giorno della sua commemorazione funebre al circolo ARCI del Corvetto (http://youtu.be/LzAYtysf0Cw) . Ivan non mancherà di accompagnarci con la sua chitarra…

Buona lettura.


Per chi volesse approfondire:
Ivan Della Mea, Il sasso dentro, Marco Tropea Editore srl, Milano



sabato 18 agosto 2012

La tela dell'Eretico


Fabrizio Carcano raddoppia: dopo “Gli angeli di Lucifero”  pubblicato nel 2011, è uscito da pochi mesi  nelle librerie il secondo romanzo “La tela dell’eretico” edito sempre da Mursia.

Il lettore ormai affezionato a questo ancor giovane scrittore, nato nel  1973, ritrova in quest’opera tutti gli ingredienti che caratterizzano  il suo mondo narrativo.  Innanzitutto la trama è quella di un giallo ambientato nella Milano contemporanea dove nel giro di qualche giorno una serie di omicidi apparentemente non collegati tra di loro irrompono nella vita del Vice Questore nonché Capo della Squadra Omicidi di Milano, Bruno Ardigò.  Quasi senza accorgersene però, il lettore viene accompagnato dall’autore in una Milano di cinquecento anni prima, nella Milano leonardesca  di fine Quattrocento.  Gli omicidi infatti sembrano collegati ad una misteriosa setta segreta che si rifaceva al movimento religioso dei Catari, ancora presenti in Italia a fine Quattrocento a cui sembra che anche Leonardo da Vinci avesse segretamente aderito, movimento però considerato eretico dalla Chiesa cattolica.

E qui troviamo il secondo tema caro a Fabrizio Carcano: quel mix di storia tardo medievale – rinascimentale velata da richiami esoterici e misteriose confraternite che erano di moda in quei tempi e che portano il lettore di oggi a fantasticare di chissà quali misteri ancora irrisolti.  Per tutto il romanzo il lettore è dondolato tra la Milano del 2011 e la Milano di Leonardo e del suo cenacolo.

Terza costante dell’autore: Milano. Milano è raccontata nei minimi particolari tanto che sembra di avere sullo sfondo , leggendo il romanzo, la piantina di un Tom Tom.  L’amore di Carcano  per Milano trasuda, in questa torrida estate 2012, da ogni pagina del romanzo, spesso per bocca dei due protagonisti , Ardigò e Malerba, altre volte lo si intuisce dalle minuziose ricostruzioni storiche di zone o quartieri milanesi poste all’inizio di un capitolo o di un paragrafo.  

Ad aiutare il Commissario Ardigò in questi pellegrinaggi interviene l’amico / rivale di sempre, il giornalista Federico Malerba, compagno di studi e di avventure del Commissario.  Malerba imbastisce, con l’aiuto di una figlia di una delle vittime, una sua indagine parallela ed alla fine della storia i due amici scopriranno di essere stati entrambi vicini alla soluzione del caso sin dall’inizio.

Dopo la lettura di questo secondo romanzo, non possiamo non confermare il nostro plauso a questo scrittore che di professione fa il giornalista e invitarlo a proseguire su questa strada. Francamente ci aspettiamo anche di poterci recare al cinema tra qualche mese per  poter seguire le vicende di Ardigò e Malerba sul grande schermo. I due romanzi di Carcano, questo e il precedente, sembrano infatti già pronti per la sceneggiature di un film che a  nostro giudizio avrebbe grande successo non solo in Italia perché il respiro di queste opere è un respiro universale.

Ci permettiamo un ultimo pensiero, rivolto al Sindaco di Milano, Avv. Pisapia: perché non omaggiare 
l’autore con un Ambrogino il prossimo Natale?    


Fabrizio Carcano, La Tela dell’Eretico, Ugo Mursia Editore spa, Milano 2012