Ci sono persone così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi.

Santa Madre Teresa di Calcutta

Visualizzazione post con etichetta BCE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BCE. Mostra tutti i post

giovedì 19 marzo 2015

Il tempo della verità



Stiamo vivendo il tempo della verità. 

La politica del rigore di Angela Merkel, quella interventista in campo economico della BCE di Draghi, il piano di investimenti promosso dalla Commissione Juncker, il calo del prezzo del petrolio, il pareggio euro dollaro: la simultanea presenza di questi fattori, mai vista prima d'ora nel panorama europeo, dovrebbe portare il vecchio continente fuori dalle secche della stagnazione e dare il via ad un nuovo ciclo di sviluppo economico.

Ma sarà veramente così?

Sono in molti ormai a pensare che tutti questi interventi non porteranno al risultato sperato. Alcuni perché ormai già in atto da diversi anni senza ottenere risultati (come la politica del rigore perseguita dalla Germania); altri (come la parità euro-dollaro) perché se possono portare un vantaggio all’export contemporaneamente procurano uno svantaggio al settore delle importazioni. Ed in Europa purtroppo gli Stati più deboli economicamente (come l'Italia) sono costretti ad importare le materie prime che vengono pagate in dollari.

Il calo del prezzo del petrolio è certamente un fattore positivo, ma in un momento di stagnazione economica come l’attuale, una diminuzione di prezzo dell’oro nero non è certamente in grado di produrre quell'effetto shock nei bilanci delle aziende produttive che hanno già ridotto in questi anni i consumi e la bolletta energetica a seguito del calo dei fatturati.

Rimangono il Q.E. di Draghi e il piano di investimenti promosso da Juncker.

Lasciando per ultimo il piano Juncker, veniamo al c.d. bazooka in mano al capo della BCE. Siamo veramente sicuri che sparare liquidità a raffica nel sistema produca quell'effetto benefico che Draghi si aspetta? Sino a questo momento gli unici a rallegrarsi sono stati i mercati finanziari e gli attori di quei mercati, le banche. Ma cosa succede quando si droga un mercato, falsandone le regole con un intervento pubblico, limitato nel tempo? L'ultimo esempio in ordine di tempo lo abbiamo avuto con gli incentivi pubblici forniti al settore delle energie rinnovabili, il settore fotovoltaico. All'inizio moltissime aziende, anche senza esperienza specifica nel settore, si sono letteralmente buttate nella costruzione di campi fotovoltaici mirando solamente a godere degli incentivi statali. Nel tempo il valore di questi incentivi si è assottigliato sempre di più ed alla fine il mercato si è completamente fermato e il settore delle rinnovabili da volano dello sviluppo è diventato un mercato fermo e senza più capacità di generare nuova occupazione.

Cosa succederà quando la BCE smetterà di introdurre liquidità nel sistema? E la liquidità introdotta dove si sta posizionando? Al momento notiamo che le banche stanno utilizzando la liquidità ricevuta da BCE per sostenere il debito pubblico interno dei singoli Stati e non per finanziare investimenti produttivi delle aziende clienti. La grande assente infatti è la domanda interna da parte dell’iniziativa privata che non dimostra nessuna intenzione di promuovere investimenti in un clima di incertezza generale come l’attuale. 

E' la domanda che manca, non l'offerta di liquidità. Se non viene creata la domanda interna, la BCE potrà inondare il mercato di miliardi di euro, ma non ci sarà nessuna vera ripresa dell'economia reale.

Ed arriviamo all'ultimo punto: il piano Juncker. Circa 350 miliardi di investimenti pubblici in sette anni non sono pochi, ma neanche una cifra tale da dare una scossa all'economia. Certo si spera nell’effetto leva. Ed è proprio questa la strada da battere: quella degli investimenti. 

Occorrerebbe modificare il parametro dello sforamento del 3% del rapporto debito/PIL per far sì che gli interventi nel settore pubblico generino a cascata una domanda seria e consistente da parte dei privati, altrimenti tutto quello messo in campo sino ad ora sarà stato inutile e non solo, si sarà perso del tempo prezioso e la stessa struttura dell’Unione Europea potrebbe uscirne a pezzi. 

La crisi che stiamo vivendo è iniziata in ambito finanziario, ma non potrà essere risolta dalla finanza, solo la Politica potrà porvi rimedio con scelte coraggiose da effettuarsi subito.

lunedì 14 gennaio 2013

Panem et circenses...


Mentre i partiti politici, vecchi e nuovi, si preparano alle prossime sfide elettorali, l’Istat oggi ha reso noti i dati di novembre 2012 relativi alla produzione industriale in Italia. In sintesi: produzione industriale complessiva annua in diminuzione del 7,6% rispetto al 2011; nell’ultimo mese meno 1%; per i beni strumentali il calo su base annua è del 7,2%; per i beni di consumo durevoli calo del 6,4%, per la produzione di energia il calo su base annua è del 7,7%.  Inutile continuare.

Pur se non disponiamo ancora dei dati di dicembre, possiamo sicuramente affermare che peggio di così il 2012 non poteva andare per l’economia italiana. A chi addebitare questa situazione? Al Governo uscente o alla congiuntura internazionale oppure ai precedenti Governi che pur avendo goduto in Parlamento di maggioranze più o meno “bulgare” non hanno saputo o potuto approfittare per cambiare il sistema? Se qualche leader politico volesse tentare di rispondere non usando la demagogia, sarebbe ben accetto.  

Mentre il Paese reale metabolizza questi dati e cerca di andare avanti lavorando e pensando al futuro, i candidati premier (consapevoli o a loro insaputa) e i leader (attuali e futuri) di partito in questi giorni stanno mettendo a punto le strategie, le alleanze e le squadre per affrontare la campagna elettorale.
La preoccupazione principale dei partiti e dei politici, direi di tutti, nessuno escluso, sembra però quella di cercarsi un posto in qualche lista, possibilmente “sicura” e di gettare fango sul concorrente ritenuto più temibile per sé.  E poi ci sono le promesse elettorali con le quali gli stessi politici credono di convincere e conquistare alla propria causa il popolo, anzi sarebbe meglio definirlo il popolino vista la considerazione che manifestano per noi.
Non comprendo come qualche “lungimirante” uomo politico nostrano non abbia ancora pensato di affittare uno stadio di calcio e offrire gratis ai cittadini la visione di una partita oppure un concerto o, visto che il carnevale è vicino, organizzare una grande festa mascherati magari da antichi romani. Panem et circenses!

Quello che i nostri politici dovrebbero raccontarci in queste settimane è come intendono, se andassero al governo, far ripartire la produzione industriale (quindi parlare di crescita) e come intendono ridurre il debito pubblico a partire da subito. Senza una riduzione lenta, ma costante del nostro debito sovrano non riusciremo infatti ad uscire dalla spirale negativa in cui siamo finiti, perché la spesa per interessi risulta troppo alta da sostenere e gli sforzi fatti sino ad ora sarebbero vani. I bassi spread che in queste settimane abbiamo registrato sui nostri Titoli di Stato, sono il frutto delle ultime prese di posizione della BCE contro la speculazione in difesa dell’Euro e dello slittamento, a partire dal 2015 (come previsto, ma con una copertura massima del 60%) per terminare il 1 gennaio 2019 dell’entrata in vigore delle regole di Basilea 3 relative agli standard di liquidità per il sistema finanziario. Questo fatto, molto atteso dai Banchieri, ha dato respiro agli istituti di credito europei non più obbligati, per ora,  a garantire i propri impieghi con asset allocation troppo onerose.

Le manovre “politiche” provenienti dall’Europa hanno ridato fiducia ai Mercati sulla tenuta, nel breve periodo, del sistema finanziario europeo e quindi gli Stati più esposti alla speculazione, come per esempio l’Italia, stanno godendo di una diminuzione dello spread sul proprio debito sovrano. Però nessuno è in grado di dire quanto durerà, posto che i fondamentali del nostro Debito Pubblico rimangono quelli che sono e la ripresa della produzione industriale non esiste.  Proprio per questo i nostri leader politici dovrebbero parlarci di ripresa economica e di abbattimento del Debito Pubblico, non di IMU e di alleanze post voto tanto futuribili quanto al momento senza senso.

Il tempo a nostra disposizione sta per finire, la terra gira su se stessa ma avanza anche nello spazio! Non possiamo passare altri cinque anni nell’immobilismo come abbiamo passato i precedenti venti anni, senza aver portato a termine quelle riforme che sono necessarie per il progresso del nostro Paese.  Come scrisse Mark Twain: tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avrete fatto, ma di quelle che non avrete fatto.  

Cerchiamo di non ripetere l’errore.


Ah, quasi dimenticavo: auguri ad Aldebaran per il suo primo anno di vita!



venerdì 27 luglio 2012

Translation of the post July, 26

The spread, the Governor and the Five Rings

How is spending this summer 2012 for the Italians?

The spread until yesterday (July 25) had climbed up to the values ​​in November 2011 and 9 months of the Government Monti seemed spent in vain with our sacrifices. Then, unexpectedly, came a statement today, the Governor of the ECB, Mario Draghi, who spoke of strong defense for the single currency and the spread dropped abruptly by 25 points. Yet the fundamentals of the European economy, indeed the world, have not changed in this sultry July 26 and the barometer marks even recession. Moreover, the negative signals that arrive almost daily and now affects all sectors of the economy can not be reversed with a magic wand or a statement of a central banker. And tomorrow, it will spread? The other Mario, Monti, currently President of the Council of the Italian government, is still several weeks to warn the Community bodies by speculations that could rage on our country taking advantage of weak defense offered by the shield spreads, effectively blocked from German Parliament itself at the mercy of the thoughts of Angela Merkel. Where does this fear of our Premier? In August, usually under the umbrella, we read the half of large enterprises and large international banks. Perhaps our Monti is aware of some new financial problem (read budget hole) on some important international financial group that will start a new wave of speculation from the potentially devastating? We'll see.

We'll also see the development of the story about the Governor of Lombardy, Formigoni. Here, one needs to do some 'clarity. Formigoni governs the Lombardy region since 1995. In these 17 years, Lombardy  has established itself as one of the main producing areas of economic wealth is not of Italy but of Europe. We then faced one of the most advanced regions of Italy with regard to public transport, health, energy conservation, support for enterprises that innovate, develop cultural tourism and business, and much more. This is definitely on the come guided by the Governor in office. And then? The scandal that is sweeping the Governor today is the result of a political struggle that uses the judiciary to get where the popular vote is not successful, that is to dismiss Formigoni? Apparently not.

A person who for many years (when 17) he held political / administrative importance is inevitably tempted by the network of knowledge and pseudo friendships that revolve around who always holds positions of power. As time passes, the greater the risk, even in good faith, without thinking of doing anything wrong, of losing sight of its institutional role should have as a reference only to the common good and give some flattery. Then it is clear that the benefit received, the small gratuity is used by the donor as a bargaining chip to get itself some "small" for a fact that may constitute unlawful / administrative offense. This clearly is a discourse in general. In the case of Formigoni, views photos holiday in the Caribbean, has everything to prove that our Governor has granted favors in return for this or quell'imprenditore. The only lesson to be learned from this incident, but as other similar stories happened in the past, is to place a maximum time limit of two consecutive terms for elected offices and most important related to the management of an effective political / administrative such as for example the election of Congressman / Senator, Governor of the region, regional Councillor, Mayor and City Councilor. In this way it allows people to hold still more deserving for two terms important public works and while they defend themselves from possible temptations to favor pseudo friends. Moreover, this could also be a way to reduce corruption has always been strongly present in our government.

Tomorrow, meanwhile, will begin the XXX Olympic Games in London. Congratulations to our athletes and the London Olympic subjected to stress! We hope that the dreaded month of August to grow both our medals and not the spread.




giovedì 26 luglio 2012

Lo spread, il Governatore e i Cinque Cerchi


Come sta trascorrendo questa estate 2012 per noi italiani?

Lo spread sino a ieri (25 luglio) era risalito sino ai valori di novembre 2011 e i 9 mesi del Governo Monti sembravano passati invano insieme ai nostri sacrifici. Poi, inaspettatamente, è arrivata oggi una dichiarazione del Governatore della BCE, Mario Draghi , che ha parlato di strenua difesa per la moneta unica e lo spread è sceso di colpo di 25 punti. Eppure i fondamentali dell’economia europea, anzi mondiale, non sono cambiati in questo afoso 26 luglio e il barometro segna ancora recessione. Del resto i segnali negativi che arrivano quasi giornalmente e interessano ormai tutti i settori dell’economia non si possono invertire con un colpo di bacchetta magica o  con una dichiarazione di un banchiere centrale. E domani, che spread avremo? L’altro Mario, Monti, attualmente Presidente del Consiglio del Governo italiano, continua invece da alcune settimane  a mettere in guardia gli Organismi Comunitari dalla possibile speculazione agostana che potrebbe accanirsi sul nostro Paese approfittando della debole difesa offerta dallo scudo anti spread, di fatto  bloccato dal Parlamento tedesco a sua volta in balia dei pensieri di Angela Merkel. Da cosa deriva questo timore del nostro Premier? In agosto di solito, sotto l’ombrellone, leggiamo le semestrali delle grandi imprese e delle grandi banche internazionali. Forse il nostro Monti è a conoscenza di qualche nuovo problema finanziario (leggi buco di bilancio) riguardante qualche importante gruppo finanziario internazionale tale da far partire una nuova ondata speculativa dagli effetti potenzialmente devastanti? Staremo a vedere.

Staremo a vedere anche lo svolgimento della storia riguardante il Governatore della regione Lombardia, Formigoni. Qui, occorre però fare un po’ di chiarezza. Formigoni governa la regione Lombardia ininterrottamente dal 1995. In questi 17 anni la Lombardia si è consolidata come una delle principali aree produttrici di ricchezza economica non d’Italia, ma d’Europa. Abbiamo quindi di fronte una delle regioni d’Italia più avanzate in tema di trasporti pubblici, sanità, risparmio energetico, sostegno alle imprese che innovano, sviluppo del turismo culturale e di business e tantissimo altro ancora. Tutto questo è sicuramente merito delle giunte guidate dal Governatore in carica. E quindi? Lo scandalo che oggi sta investendo il Governatore è frutto di una lotta politica che utilizza la magistratura per arrivare dove il voto popolare non è riuscito, cioè a far dimettere Formigoni?  Sembra di no.

Una persona che per tanti anni (al momento 17) ricopre incarichi politici / amministrativi di grande importanza è inevitabilmente tentata dalla rete di conoscenze e pseudo amicizie che gravitano sempre intorno a chi ricopre cariche di potere.  Più passa il tempo, maggiore è il rischio, anche in buona fede, senza pensare di far nulla di male, di perdere di vista il proprio ruolo istituzionale che deve avere come riferimento solo il Bene Comune e cedere a qualche lusinga. Poi è chiaro che il favore ricevuto, la piccola regalia, viene utilizzata dal donante quale merce di scambio per ottenere  a sua volta qualche “piccolo” favore che di fatto può configurarsi come illecito / reato amministrativo. Questo chiaramente è un discorso in generale. Nel caso di  Formigoni, viste le foto vacanziere ai Caraibi, è tutto da provare che il nostro Governatore abbia concesso in cambio favori a questo o a quell’imprenditore. L’unica lezione che si può trarre da questa vicenda, ma come da altre storie analoghe successe in passato, è quella di porre un limite temporale massimo di due mandati per le cariche elettive più importanti e correlate alla gestione di un effettivo potere politico / amministrativo quali per esempio l’elezione a Deputato / Senatore, Governatore di regione, Assessore regionale, Sindaco e assessore comunale. In questo modo si permette alle persone più meritevoli comunque di ricoprire per due mandati importanti incarichi pubblici e nel contempo le si tutelano da possibili tentazioni di favorire pseudo amici. Inoltre questo potrebbe essere anche un modo per diminuire la corruzione sempre fortemente presente nella nostra pubblica amministrazione.

Domani intanto avranno inizio a Londra i XXX Giochi Olimpici. Auguri ai nostri atleti e ai londinesi sottoposti allo stress olimpico! Speriamo che nel temuto mese di agosto a crescere sia il nostro medagliere e non lo spread.