Ci sono persone così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi.

Santa Madre Teresa di Calcutta

giovedì 28 febbraio 2013

The tsunami effect ...

The tsunami effect has finally arrived, and as promised the word, has been devastating.

Politics is made ​​up of numbers and the numbers are as follows: the Democratic Party in the House received 8,644,000 votes equal to 25.42% of the total investment, the People of Freedom (Berlusconi)  7,332,000 votes (21.56%) and the Movement of Beppe Grillo 8,689,000 votes, representing 25.55% of the votes. The party Monti has collected only 2,824,000 votes.

If we compare these data with the results of previous elections (2008), we realize the effect tsunami: the Democratic Party has lost 3,451,000 votes while the PDL has even lost 6,297,000 votes. Where did all those votes coming out of the two main Italian parties? Movement 5 stars? Good part of it.

What we have before your eyes is a new political situation in Italy, suggested by some analysts, but in the end considered impossible by the main party leaders. Bersani (and PD) was convinced he had the victory in his pocket or, at worst, they need to govern the aid of Monti in the Senate, Berlusconi wanted to finish second to stay still essential in some institutional changes, while Monti expected more recognition by the Italians to the "dirty" work that the President had given him.

But the polls came out a will of the people who actually made ​​it almost meaningless the center pole, has rejected the policy of a Democratic Party that has failed to explain to the Italians that Italy has in mind, and has perhaps permanently rejected Berlusconi's populism fed once again the now traditional slogan (lower taxes, more amnesties, fair justice, etc.) and instead awarded a transverse movement, liquid, labels, Italians who until yesterday were voting the Left, Center and Right and also that this once they have chosen to vote for something different to offer new policy.

In a democracy, the will of the people deserves absolute respect, however, the main political leaders should understand in time that the country was tired of listening to promises of change in the political, administrative and social and not see them ever made. And we all have in mind what we mean, in what later became largely the program M5S!


Some commentators argue that the birth of M5S is similar to the emergence of the Northern League, but the similarities in our country are not there. That the League was a political movement very well defined, united and unified, all of his constituents had in mind some specific objectives to be achieved and the enemy was clear, was the thieving Rome which oppressed the North with production taxes to maintain unsustainable 'Italy wasteful of Central and South
In M5S I do not think that they are so clear, geographically defined unit and the points that unite 8 million and 689 thousand Italians who voted.

The fact that makes this new political force even more unique is its genesis: a movement created about five years ago by an entertainer, a comedian. Of course, with the passage of time the comic has grown, studied the scripts to address the different political issues and have been joined him along the way who helped him, gave him advice. And in the latter 's campaign, while professional politicians spoke in theaters (where they usually perform comedians), the comedian turned the streets of Italy (where once the political party leaders held their meetings) meeting in person the Italians, giving them a smile and explaining what Italy had in mind.

But now the tour is over. In Parliament there are representatives M5S that will be called, along with other elected officials, to ensure our country five years of Legislature and Government, for the good of our country and all of us. The show is over, it's time Calvero falls from the stage, it is time to enter the stage reality.

We are confident, we expect that the sense of responsibility related to elective office held (as a Deputy or Senator) is very clear in the minds and hearts of all the newly elected members that, especially if they are young and first-time parliamentarian, have their proper charge and the right desire to do their jobs well. For themselves, their peers and all of us.



mercoledì 27 febbraio 2013

L'effetto tsunami...


L’effetto tsunami alla fine  è arrivato e, come prometteva la parola, è stato devastante.

La politica è fatta di numeri e i numeri sono i seguenti: il Partito Democratico alla Camera ha ottenuto 8.644 mila voti pari al 25,42% del totale; il Popolo della Libertà 7.332 mila voti (21,56%) e il Movimento di Beppe Grillo 8.689 mila voti, pari al 25,55% dei voti. Il partito di Monti ha raccolto solamente 2.824 mila voti.

Se confrontiamo questi dati con i risultati delle precedenti elezioni politiche (2008) ci rendiamo conto dell’effetto tsunami:  il PD ha perso 3.451 mila voti mentre il PDL ne ha persi addirittura 6.297 mila voti.  Dove sono andati tutti questi voti in uscita dai due principali partiti italiani? Al Movimento 5 stelle? Buona parte sì.

Quella che abbiamo davanti agli occhi è una situazione politica nuova per l’Italia, ipotizzata da alcuni analisti, ma in fondo ritenuta impossibile dai principali leader di partito. Bersani (e il PD) era convinto di avere la vittoria in tasca o, alla peggio, di aver bisogno per governare dell’aiuto di Monti al Senato; Berlusconi voleva arrivare secondo per rimanere  comunque indispensabile in alcuni passaggi istituzionali, mentre Monti si aspettava più riconoscenza dagli italiani per il lavoro “sporco” che il Presidente della Repubblica gli aveva affidato.

E invece dalle urne è uscita una volontà popolare che ha di fatto reso quasi insignificante il polo di centro, ha bocciato la linea politica di un PD che non ha saputo spiegare agli italiani quale Italia ha in mente; ha forse definitivamente bocciato il populismo berlusconiano nutrito ancora una volta degli ormai tradizionali slogan  (meno tasse, più condoni, giustizia giusta ecc) e invece ha premiato un movimento trasversale, liquido, non etichettabile, di italiani che fino a ieri votavano la Sinistra, il Centro e anche la Destra e che questa volta hanno scelto di votare per qualcosa di diverso, per un’offerta politica nuova.

In democrazia la volontà popolare merita assoluto rispetto, tuttavia i principali leader politici avrebbero dovuto comprendere per tempo che il Paese era ormai stanco di ascoltare promesse di cambiamento nella vita politica, amministrativa e sociale  e non vederle mai realizzate. E tutti noi abbiamo bene in mente a cosa ci riferiamo, a quello che poi è diventato in buona parte il programma del M5S!

Alcuni commentatori in queste ore paragonano il M5S alla Lega Nord delle origini, ma le analogie di fondo secondo noi non ci sono. Quello della Lega era un movimento politico molto ben definito, unito e unitario, i suoi elettori avevano tutti in mente alcuni obiettivi  ben precisi da raggiungere e il nemico era chiaro, era la Roma ladrona che opprimeva il Nord produttivo con tasse insostenibili per mantenere l’Italia sprecona del Centro e del Sud. 
Nel M5S non mi sembra che siano così chiari, geograficamente definiti e unitari i punti che uniscono gli 8 milioni e 689 mila italiani che l’hanno votato.

Il fatto poi che rende questa nuova forza politica ancora più originale è la sua genesi: un movimento creato circa cinque anni or sono da un uomo di spettacolo, un comico. Certo, con il passare del tempo quel comico è cresciuto, ha studiato i copioni per affrontare i diversi temi politici e a lui si sono affiancate lungo il cammino persone che lo hanno aiutato, gli hanno dato consigli. E in quest’ ultima campagna elettorale,  mentre i professionisti della politica parlavano nei teatri (dove di solito si esibiscono i comici) , il comico girava per le piazze d’Italia (dove una volta i politici, i leader di partito tenevano i comizi) incontrando di persona gli italiani, regalando loro un sorriso e spiegando quale Italia aveva in mente.

Ora però la tournée è finita. In Parlamento ci sono i rappresentanti del M5S che saranno chiamati, insieme agli altri eletti, ad assicurare al nostro Paese cinque anni di Legislatura e di Governo, per il bene del nostro Paese e di tutti noi.  Lo spettacolo è terminato, è ora che Calvero scenda dal palco, è tempo che entri in scena la realtà. 

Noi siamo fiduciosi, ci aspettiamo che il senso di responsabilità connesso alla carica elettiva ricoperta (in qualità di Deputato  o Senatore della Repubblica)  sia ben chiaro nelle menti e nel cuore di tutti i nuovi eletti che, soprattutto se giovani e alla prima esperienza parlamentare, avranno dalla loro la giusta carica e il giusto desiderio di fare bene il proprio lavoro. Per sé stessi, i loro coetanei e tutti noi.    



       

venerdì 22 febbraio 2013

La migliore offerta

La migliore offerta, Italia, 2013 - Regia di Giuseppe Tornatore


Recensione di Deborah Lepri




“Ogni falso nasconde sempre qualcosa di autentico”. Un assioma riferito dapprima all'arte, ma che poi si estende in modo sottile ai sentimenti e ai rapporti umani.

E' questo che sembra volerci dire Tornatore nel suo nuovo film “La migliore offerta”: anche le imitazioni racchiudono una traccia personale, magari solo un accenno, che contribuisce a rendere unica quell'opera.

La voce che per prima narra allo spettatore di questa commistione tra vero e falso è del protagonista (un ottimo Geoffrey Rush). Virgil Oldman è un rinomato battitore d'aste, che vive in una non ben definita Mitteleuropa e che elargisce mance da 50€ come fossero noccioline; un uomo circondato di assistenti ma che non potrebbe condurre una vita più triste e solitaria (cosa che non manca di essere sottolineata dal paragone visivo con una candela e un sottile calice da champagne).

All'inizio si ha il dubbio che sia germofobo – con una collezione di guanti da far invidia -, poi si scopre che ha solo ribrezzo a toccare le cose degli altri. Queste ultime però non comprendono le centinaia di quadri raffiguranti donne di ogni epoca e stile che colleziona e custodisce e venera, recuperate dalle proprie aste grazie alla sinergia con l'amico Billy (Donald Sutherland).

I guanti cominciano a non servirgli più nel momento in  cui si imbatte nella misteriosa miss Claire, una giovane che soffre di agorafobia e che lo trascina in una spirale di curiosità maniacale. Smania che viene alimentata dal giovane orologiaio – ma non solo – Robert (Jim Sturgess), che lo aiuta a conquistare la fiducia e il cuore della ragazza. Ma non è tutto oro ciò che luccica...

Tornatore accompagna lo spettatore in luoghi spesso claustrofobici al seguito di Virgil; lo avvicina alle psicologie dei protagonisti, che però sono imprevedibili e sfuggono tra un pezzo d'antiquariato e l'altro non appena si crede di averle capite.

Forse un thriller psicologico, forse un dramma sulla solitudine – è difficile ascrivere “La migliore offerta” a un genere. Di sicuro il regista tiene lo spettatore col fiato sospeso; quando poi sembra concludersi il tutto, glielo mozza. Arrivati al finale, non si sa più cosa pensare della storia narrata nell'arco delle due ore precedenti. Dapprima straniamento, forse, poi viva ammirazione.

Ma soprattutto si tende a ribaltare l'assioma di apertura: “anche nelle cose autentiche si nasconde sempre qualcosa di falso” - in qualunque ambito, con ogni possibile conseguenza.

martedì 19 febbraio 2013

What is not convinced of the Movement of Beppe Grillo


In recent weeks we have been following the tsunami streaming tour Beppe Grillo who has gone through all the squares in Italy (as we have seen in the news broadcast by national television networks and regional).

Nothing to say. The character is not from yesterday. It is not easy these days, turn to Italy and put his face on stage speaking to the people, is not easy. Grillo knows how to use the most of all the acting techniques acquainted to manage the performance and puts you content now dear to the people of his movement.

Mind you, at some points it's hard not to agree with Grillo, a matter of common sense. His criticism at 360 degrees to the current political system is very reminiscent of the one carried out forty years ago by Marco Pannella and the Radical Movement to the prevailing party politics in Italy in the 70s and 80s ... sure it's sad to see that the steps taken are close to zero.

Grillo offers an Italy more public, greener, lighter, more just, more equitable, more honest, more clean, more transparent, KM zero, plus Wi-Fi, less multinational, and to achieve this result relies on the Network as a tool that provides maximum equal participation of citizens, to be responsible policy choices and destinies of the Nation.

At the time Pannella was among the first to entrust the direct radio (remember Radical Radio?) The transmission of parliamentary debates, thus promoting awareness of the work of our representatives in Parliament, helping to create a sort of grass-roots democracy .

So Grillo thinks of a liquid form of democracy, where the acts of the Government and Parliament are assessed, judged and voted on by the Italian people of the network at the same time as the Government and Parliament are talking about and are discussing it. What kind of democracy is this?

How many people, once the charm of the tsunami media tour will continue daily to be interested in what happens in Parliament? How many people are able to judge whether an act of government is right or wrong? And we should entrust the fate of our Government and our Parliament to express an opinion on the Internet from, say a million people? I understand that the primary web made ​​to choose candidates participated M5S of less than one hundred thousand users ...

Radical Radio also has had an important role in the spread of democratic culture in Italy, in the difficult years where Terror reigned and where the republican institutions seemed in crisis, but how many people listened to every day? Everyone knew existed, but the policy in the long run tired, Italians prefer to listen to songs on the radio ...

Grillo in this election will surely be a success in terms of votes and elected representatives, but then he knows that the music will change when you have to manage this power "politics." You can not dismantle the institutions of the Republic without undermine the very existence of the nation.

It will be possible instead to Grillo, indeed desirable, to join the forces, both Right and Left, who want to really change things in Italy and without ideological barriers to try to make the leap.

The Network serves to keep people informed, not to replace the elect, who are called just to legislate and govern the country. The real problem is to elect good people, capable professionally and morally honest.

So Grillo with his deputies, the newly appointed Parliament, may soon help to do something praiseworthy: to change the electoral law.


lunedì 18 febbraio 2013

Cosa non convince del Movimento di Beppe Grillo


In queste settimane abbiamo seguito in streaming lo tsunami tour di Beppe Grillo che ha attraversato tutte le piazze d’Italia (come abbiamo potuto vedere dai telegiornali trasmessi dalle reti televisive nazionali e regionali). 

Niente da dire. Il personaggio c’è e non da ieri. Non è facile, di questi tempi, girare per l’Italia e mettere la faccia sul palco parlando al popolo, non è facile. Grillo sa usare al meglio tutte le tecniche di recitazione che ben conosce per gestire la rappresentazione e vi mette i contenuti ormai cari al popolo del suo movimento. 

Intendiamoci, su alcuni punti è difficile non essere d’accordo con Grillo, questione di buon senso. La sua critica a 360 gradi al sistema politico attuale ricorda molto quella portata avanti quarant’anni orsono da Marco Pannella e dal Movimento Radicale alla partitocrazia imperante nell’Italia degli anni '70 e '80… certo è triste constatare che i passi avanti compiuti sono pressoché nulli. 

Grillo propone un’Italia più pubblica, più verde, più leggera, più giusta, più equa, più onesta, più pulita, più trasparente, più KM zero, più Wi-Fi, meno multinazionale; e per ottenere questo risultato si affida alla Rete, come strumento che garantisce la massima partecipazione egualitaria dei cittadini, cui affidare le scelte politiche e i destini della Nazione. 

A suo tempo Pannella fu tra i primi ad affidare alle dirette radio (chi non ricorda Radio Radicale?) la trasmissione dei dibattiti parlamentari, favorendo così la presa di coscienza del lavoro dei nostri rappresentanti in Parlamento, contribuendo a creare una sorta di democrazia di base. 

Così Grillo pensa ad una forma di democrazia liquida, dove gli atti del Governo e del Parlamento sono valutati, giudicati e votati dal popolo italiano della Rete nel momento stesso in cui il Governo e il Parlamento ne stanno parlando e ne stanno discutendo. Ma che razza di democrazia è mai questa? 

Quanta gente, terminato il fascino mediatico dello tsunami tour, continuerà quotidianamente ad interessarsi a quello che succede in Parlamento? Quante persone sono in grado di giudicare se un atto di Governo è giusto o sbagliato? E noi dovremmo affidare le sorti del nostro Governo e del nostro Parlamento ad un giudizio espresso tramite internet da, diciamo un milione di persone? Mi risulta che alle primarie via web effettuate per scegliere i candidati del M5S abbiano partecipato meno di centomila utenti… 

Anche Radio Radicale ha esercitato un ruolo importante per la diffusione della cultura democratica in Italia, in anni difficili dove il Terrorismo imperava e dove le istituzioni repubblicane sembravano in crisi, ma quante persone la ascoltavano quotidianamente? Tutti sapevano che esisteva, ma la politica alla lunga stanca, gli italiani alla radio preferiscono ascoltare le canzonette… 

Grillo a queste elezioni otterrà sicuramente un successo in termini di voti e di deputati eletti, ma poi sa benissimo che la musica cambierà quando si dovrà gestire questa forza “politica”. Non è possibile smantellare le istituzioni della Repubblica senza mettere in crisi l’esistenza stessa della Nazione. 

Sarà possibile invece per Grillo, anzi auspicabile, unirsi a quelle forze, sia di Destra che di Sinistra, che vogliono veramente cambiare le cose in Italia e senza steccati ideologici provare a compiere il grande passo.

La Rete serve per tenere informate le persone, non per sostituirsi agli eletti, che sono chiamati proprio per legiferare e governare il Paese. Il problema vero è eleggere persone valide, capaci professionalmente e moralmente oneste. 

Quindi Grillo con i suoi deputati, appena nominato il Parlamento, potrebbe subito contribuire a compiere un'azione benemerita: cambiare la Legge elettorale.